#105 – Le parole da conservare

Le parole di Ilaria Bonomi sono parole da conservare per chiunque ha a cuore il ciclismo femminile.
Sono preziose perché insegnano come rapportarsi con le donne che praticano questo sport.
Sono preziose perché insegnano alle donne come interpretare questo sport.
E poi rafforza una mia convinzione.
Che gli uomini e le donne più giovani di me sono delicatamente più sensibili e profondi a livello di emozioni.
E rapportandosi con loro, occorre prima ascoltare.
Per me è difficilissimo ascoltare, ma il primo passo è costruire delicatamente un rapporto ancor prima di fare o dire qualsiasi altra cosa.
Mi spiace per Ilaria perché é una di quelle atlete che ho sempre ammirato per il coraggio e per la generosità con la quale le ho visto interpretare le gare.
Ma sono felice, perché qualsiasi cosa andrà a fare nella sua vita, chi avrà a che fare con lei, avrà la fortuna di conoscere una persona speciale.

Dal post di Ilaria Bonomi: 

“Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio. (Samuel Beckett)”

Con il nuovo anno si chiude definitivamente il mio capitolo del ciclismo. In cuor mio forse si era chiuso tempo fa …ma si tenta e ritenta fino alla fine. Ora mi sembra importante ringraziare pubblicamente tutte le persone che con amore e impegno mi hanno accompagnato in questo mio percorso. Non voglio fare nomi in generale ma due persone mi sento di ringraziarle più delle altre: Luigino Sabaini e Davide Arzeni (nonché le rispettive squadre). Voi con il vostro essere e la vostra personalità mi avete aiutato in questo grande gioco che é la bicicletta e si sa che a giocare a volte si vince e a volte si perde. Siete “allenatori speciali” che sanno prendersi cura delle loro atlete. GRAZIE INFINITE.
Per il resto voglio augurare al mondo del ciclismo femminile di continuare a migliorarsi senza mai fermarsi … vi auguro di allenarvi e di divertirvi sempre perché questa è la chiave del successo e della passione. Auguro ai vari sponsor, futuri sponsor, dirigenti, direttori ecc ecc di investire e di credere in questo movimento rosa e di vedere le atlete non solo come “business” ma come piccole-grandi donne che affrontano con tutte le loro forze un mondo che ancora oggi non le riconosce abbastanza. Soprattutto non fategli sentire il peso di essere professioniste quando per il “professionismo” c’è ancora tanta strada da fare. Siate coerenti con loro e loro lo saranno con voi. Ai vari allenatori auguro di allenare con passione ed entusiasmo. Motivazione e rispetto stanno alla base dei grandi lavori: motivatele e rispettatele. Auguro alle nuove atlete di non rifugiarsi mai nell’ omertà del silenzio e di difendere sempre sé stesse. Rispettate il vostro fisico e la vostra mente e non dimenticate di amare ciò che fate.

Per me è giunto il momento di cambiare pagina. So che un giorno riuscirò ad affrontare e rileggere di nuovo questo meraviglioso capitolo che è il ciclismo…con meno rabbia e più consapevolezza. 
Ho fallito alla grande…nonostante avrò sempre un grande rimorso quando salirò su una bici sono finalmente in pace con me stessa.. a ventidue anni posso solo riaprire il libro e riscrivere tante altre pagine con tanti altri fallimenti. 
Buon lavoro e buone pedalate a tutti!”.

 

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