#119 – Trasformare le responsabilità in stimoli

Sono impressionato dal ritmo con il quale BICITV sta crescendo in popolarità.
Quel che impressiona è che ci sono margini di ulteriore miglioramento.
La cosa mi impressiona e, nello tempo, mi spaventa.

Più cresce la popolarità dii un progetto editoriale, più cresce la responsabilità.
In un certo senso, ti ritrovi in mano una sorta di “potere”.
Non cercato, non voluto, ma che piano piano ti si va a conformare in quelle stesse strutture che tu stesso hai creato e coltivato giorno dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno.

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità” recitava un film di chiaro stampo hollywoodiano in un momento di altrettanto chiara propaganda degli attacchi U.S.A. contro Afghanistan e Iraq.
Facevano dire questa frase al più classico dei “supereroi con superproblemi”, come amavano definirli un po’ di anni fa, quel Peter Parker che poi facevano mordere da un ragno trasformandolo in Spider Man.

C’è del vero. E c’è del falso, come in ogni cosa.
C’è dell’intelligente e c’è del banale.

Solo che spesso non mettiamo in preventivo, questo.
Che le cose vanno talmente bene da dovere sopportare il peso di grandi responsabilità.

Quasi sempre è un peso che uno si crea da sé stesso e che non è effettivamente “reale”.
Ma è proprio da questo dialogo continuo interiore che poi scaturiscono, in concreto, stili e modi di porsi per essere accettati secondo una assunta e presunta “coscienza collettiva”, secondo le vecchie categorie del “giusto” e dello “sbagliato”, secondo principi morali che non vanno mai nominati sennò finiscono per essere annacquati in facili -ismi e si dissolvono come polvere nel tempo.

In questo anno di BICITV che mi accingo a vivere da “esterno” senza seguire corse, senza contatto con gli altri, senza fare dirette, sembra che siano soprattutto certi precetti zen a darmi visioni, consigli e stimoli per trovare una certa saggezza di pensiero e di azione e sopportare meglio il peso della responsabilità che continuo a sentire schiacciante.

Trasformare la responsabilità in uno stimolo, dimenticare i desideri, vivere con intensità i meccanismi e i processi interni per la costruzione e il miglioramento progressivo di BICITV.

Sono sempre più convinto, per dirla alla Houellebecq, che quasi tutti denigrano ciò che viene etichettato, anche spregiativamente, come “filosofia” a discapito di una certa fattualità o senso dell’azione.
Però è altrettanto vero che il nostro modo di vivere, la nostra condizione sociale, i nostri stati emotivi e le nostre professioni lavorative sono determinate da scelte filosofiche fatte da persone o da strutture di potere altre rispetto a noi.

Esattamente come accadeva a quel personaggio di “Le particelle elementari” il quale, guardando l’acqua di un fiume scorrere in prossimità di un pilone di un ponte, si diceva che le particelle dell’acqua si muovevano sicuramente in maniera imprevedibile in prossimità del pilone del ponte, ma, nello stesso tempo, sarebbe stato stupido e sbagliato pensare che esse stesse potessero essere effettivamente “libere” in quanto il loro moto era certamente determinato da leggi fisiche e matematiche.

Ebbene, questo penso sia ciò che avvenga con le strutture di “potere”.
Succede come quel pilone del ponte.
Tu costruisci un pilone con l’idea di creare un ponte e nel contempo inizi a cambiare il muoversi delle particelle d’acqua del fiume.
Quasi tutto è imprevedibile, è vero, ma è altrettanto vero che tante cose negative invece le riesci a prevedere, a percepire, come quel personaggio che intuiva che effettivamente quelle particelle d’acqua si spostavano in maniera determinata, ma senza capire esattamente come.

Ecco perché mi affascinano alcune cose zen.
Perché liberano la testa dai Come e dai Perché rinchiudendo tutto nell’attimo.
Anche se questa, il più delle volte, mi sembra un’enorme giustificazione intellettuale in cui rifugiarmi, una giustificazione che mi calma la mente e mi aiuta a nascondere le conseguenze negative di un carico di responsabilità eccessiva derivata dall’accumulo di una certa forma di “potere”.

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