#134 – Il luogo in cui abiti

Mi piace considerare il mio corpo un luogo. Non una cosa che ho, non una cosa che sono, ma una cosa in cui abito.
Aiuta quando mi sento stanchissimo e sono sballottato da un luogo all’altro.
Rassicura avere sempre una casa a portata di mano, ovvero il proprio corpo.
Considerarlo un luogo mi aiuta a curarlo più rispetto che a considerarlo qualcosa che sono o che ho, perchè anche se non lo accetto, lo curo comunque. 
Avere o essere questa faccia, a volte, è una cosa che non sopporto al punto dal non volerla nè curare, nè accettare.
Pensare di essere qualcosa di “altro” rispetto al mio corpo ma comunque un qualcosa in cui devo stare, invece, mi aiuta a curare questa casa.
Verranno futuri in cui si potranno scegliere corpi con aggiustamenti genetici o virtuali?
Quasi sicuramente.
Intanto mi tengo quest’ancora, quando tutto intorno sembra un terremoto.
E se si dovesse danneggiare o ammalare, tanto non sono io.