#136 – Perché continuo a farmi selfie come un rimbambito?

Il mio profilo Instagram è un accozzaglia di banalità: cibo, paesaggi e selfie. Soprattuto selfie. Perché continuo a farmene come un rimbambito? Perché li pubblico?
Per tentare di appropriarmi di un linguaggio lontano anni luce dal mio modo di essere nella speranza di imparare a dominarlo. Perché lo faccio? Perché sento che comunicare sui social sia la grammatica del futuro, la patente di guida, l’ABC del vivere in società.
Il risultato? Ne viene fuori la mia goffaggine. Non sono capace a fare la faccia giusta per le foto.
Però intanto imparo qualcosa. Imparo a che ora bisogna pubblicare le foto. Osservo come cambiano gli algoritmi dei social. Analizzo come reagiscono i miei amici virtuali.
Sarà la normalità vivere sui social, non esiste nessun detox.
Bisogna imparare a parlare questa lingua il prima possibile. Bisogna sforzarsi un po’. A costo di sembrare un rimbambito. Tra qualche anno nessuno penserà che io sia rimbambito. Tra qualche anno sarà la normalità esistere qua sopra. Anzi no, lo è già. Esistere nelle Stories.

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