#144 – L’amore tra donne

Avete presente la canzone “I follow rivers” di Lykkie Li? Una canzone orecchiabile e ballabile come tante. Ma se avete visto il film “La vita di Adele” quella canzone vi farà pensare inevitabilmente a quella storia d’amore tra quelle due ragazze, lei, Adele, e l’altra, la misteriosa donna dai capelli blu.
C’è qualcosa di struggente nell’amore tra donne.
Qualcosa che ti fa serrare la gola e ti commuove quasi fino alla lacrima.
Da adolescenti tutti gli amori sono così più puri e così più intensi che già, di base, commuovono.
Ma quando accade tra donna e donna, c’è qualcosa che strazia il cuore. Soprattutto se si tratta di amore spezzato o di amore non ricambiato.
Non saprei spiegarlo a parole. Neanche ho chissà quale esperienza in questo senso, se non l’aver intravisto con la coda dell’occhio in questi dieci anni di ciclismo femminile qualche ragazza che si innamora di qualche altra ragazza.
Sto parlando di donne adolescenti.
Forse mi commuove, perché si incrociano più dinamiche. Forse perché i sentimenti si incrociano al tabù che comunque, volenti o nolenti, coinvolgono la nostra società e le nostre famiglie.
Forse perché a quell’età si deve capire ancora tanto di sé stessi.
Forse perché da adulto mi si spezza il cuore nel vedere non ricambiato l’affetto puro di queste ragazze da altre ragazze che invece vivono questo sentire con maniera più smaliziata.
Mi strugge di più osservarlo con persone dello stesso sesso che di sesso diverso. Non so perché.
Davvero, non lo so.
Ma mentre guidavo, ho capito una cosa.
Che questo mio non sapere non va bene. Ho pensato guidando che dopotutto non esiste davvero una “grammatica dei sentimenti” condivisa quando si parla di amori tra donne.
Mi spiego meglio. Se un ragazzo e una ragazza non hanno la fortuna di vivere una storia d’amore con una persona dell’altro sesso, bene o male non è un problema, perché le narrazioni di amori di queste genere si sprecano. Canzoni, film, libri e serie tv non fanno altro che parlare e declinare le molteplici varianti emotive di questo stato d’animo. In qualche modo, qualsiasi essa sia la situazione, esiste più o meno una risposta, una descrizione che ti somiglia, un qualcosa che non ti fa sentire isolato.
Sono invece rare narrazioni ben fatte e somiglianti alla realtà come quella fatta nel film “La vita di Adele”. Aiuterebbe tutti. Conoscere non fa mai troppo male.
Pensavo a tutto questo mentre guidavo l’altra notte.
Pensavo che alla fine è terribilmente importante come le cose vengono raccontate.
Pensavo ad un modo decente per mettere per iscritto quei pensieri.
Ma stanotte quel modo non mi è riuscito.
Servono artisti.
O meglio, servono artiste.
Artiste che non raccontino in modo provocatorio, ma in modo piano, scontato, banale. Artiste che mi raccontino tutto questo con una semplicità densa emotivamente.

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