#147 – I progetti segreti di BICITV

Un detto dice: “Non dire mai tutto, non dire mai troppo”, e chissà se è davvero così.
La verità è quasi sempre nelle cose che non si vedono.
Sono in una fase di grande fermento creativo. Una fase tipica quando sei agli inizi di qualcosa di nuovo. Riguarda BICITV.
Tutto diventa frenetico: ricerche, letture, studi, conversazioni, telefonate. Soprattutto telefonate.
“Hey, che ne pensi?”, “A te piacerebbe una cosa così?”, “Perché sì?”, “Perché no?”.
Telefonate fluviali.
Nel corso di questo anno è cresciuto uno strano rapporto con una persona.
Un rapporto di stima e di amicizia.
Una persona che non ho mai incontrato nella vita reale, ma che conosco solo “virtualmente” tramite chat.
Ma cosa è reale, ma cosa è virtuale?
Non ci fosse stata questa persona, le cose sarebbero andate sicuramente in maniera diversa.
Questa persona è speciale, sa colpirmi la testa e il cuore, come sanno fare i grandi amici.
L’altro giorno dice: “Peccato che la gente non lo veda, non pensa nemmeno”.
“Cosa?”.
“Non si immagina tutto il lavoro che c’è dietro, i rischi e i sacrifici che ci sono dietro le cose che fai”.
“Andrebbero raccontati?”.
“Sì”.
“Secondo me no”.
“Secondo me sì”.
Non dire mai tutto, non dire mai troppo, Valerio.
Il lavoro non è sexy. Il sacrificio non è sexy. Il passare per pazzo per aver visto il futuro con troppo anticipo non è sexy.
Pensavo a questa persona e a come, dentro di noi, ci sia quasi sempre la speranza segreta che qualcuno si accorga delle cose che non si vedono.
Ci pensavo, l’altra notte, guardano la mia carta d’identità e l’estratto conto.
Vincere. Vincere è sexy. Il successo è sexy.
Il nostro è un mondo dove le cose non si dividono tra bene o male, tra giusto o ingiusto, tra bello o brutto.
Il nostro è un mondo legato ad una sola categoria: è figo o non è figo fare questa o quest’altra cosa?
Ciò che è figo è quasi sempre in consonanza con lo spirito del tempo presente. I valori e le verità si adeguano alle mode.
No, il lavoro non è sexy. No, il sacrificio non lo è. Intendo quello che ti costringe a dedicare una vita ad una professione, intendo quello che si stacca completamente dal cosiddetto mondo normale.
Qualcuno ci prova, a renderlo sexy, a elevarlo a grado di verità. Guarda “Amici”, guarda i talent.
Ma si innesca un meccanismo perverso che non funziona, perché nasconde i perché delle cose.
Il lavoro in sé, l’auto miglioramento e tutte quelle cazzate da malati di fitness non sono un valore. Non sono il perché.
Ecco, pensavo tutto a questo mentre osservavo la mia pancia diventare sempre più grande, frutto di centinaia di panini da autogrill mangiati in questi mesi e un’insana tendenza al carboidrato.
Pensavo che le cose segrete sono le migliori.
Le cose non ostentate che non si vedono.
Pensavo che la cosa migliore è farla immaginare senza dirle.
Ho sotto gli occhi la bozza del business plan dei prossimi 3-5 anni di BICITV. Cosa dire? Cosa non dire?
La bellezza dei meccanismi che funzionano “sulla carta” è impagabile. Adoro l’astrazione degli inizi. Adoro i primi impatti con la realtà dei fatti. Adoro le prime fasi, i corteggiamenti, la novità.
In un’epoca di overdose di novità e rivoluzioni, vorrei regalare al ciclismo qualcosa che duri nel tempo e che dia agli appassionati il giusto strumento per vivere a pieno con migliore qualità la propria passione.
Che poi le passioni cosa sono, se non quella cosa che ci fa diventare e sentire di essere noi stessi?

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