#152 – Marta Cavalli e il mio fallimento personale

Un fallimento. Semplicemente, un fallimento.
Quando dopo la vittoria del campionato italiano di Marta Cavalli, qualcuno ha utilizzato la parola “Sorpresa”, ho capito di avere fallito completamente il mio lavoro di divulgazione del ciclismo femminile.
Ho visto correre tutte le cicliste italiane nate tra il 1992 e il 2003: nessuna generazione mi ha colpito e impressionato per quantità e qualità di atlete come quella del ’98 e ’99.
Marta Cavalli è una di queste “ragazze terribili” delle quali si è scritto e mostrato parecchio. Ma non è bastato.
Ho fallito.
Siamo di fronte ad una generazione di cicliste italiane potenzialmente formidabili. Il quartetto in pista ha abbassato i tempi di 15 secondi. In due anni sono state raccolte medaglie d’oro mondiali come se fossero state noccioline.
Mi auguro di sbagliarmi, ma dubito che nei prossimi 2 – 3 anni si possa raggiungere risultati del genere.
Eppure ho sentito la parola “Sorpresa”. Ma di che cosa essere sorpresi? Dovrebbe essere qualcosa di atteso, addirittura qualcosa di ovvio.
E invece no. “Sorpresa”.
E allora vuol dire che ho sbagliato, sbagliato tutto. E sono molto triste per questo.
Non sono riuscito a far capire il valore tecnico di queste atlete.
Questo è un fallimento che non riesco digerire e mi fa star male da tre giorni a questa parte.
Dove ho sbagliato? Come migliorare? Davvero il lavoro di sette anni di BICITV non è servito a niente?
Ebbene sì. Non è servito proprio a niente.
Per carità, non so per quale ragione particolare nello specifico abbiano sempre sottovalutato Marta Cavalli, avversarie comprese.
Da esordiente 1°anno il suo allenatore disse: “Sarebbe meglio che smettesse di correre perché non è il suo sport”. Sbagliò.
Da allieva le avversarie più forti le diedero troppo spazio alla Coppa Rosa che vinse con una fuga di 40 Km. Sbagliarono.
Da junior sbaragliò la concorrenza vincendo l’italiano di inseguimento individuale al ritorno dopo una caduta molto grave che la escluse dalle corse per quasi tutta la stagione.
Ed oggi è la campionessa italiana. E dicono che sia una sorpresa.
Certo, non partiva nel novero delle favorite. Ma è tutto fuorché una sorpresa.
Ho fallito.
Davvero, non riesco a digerirla questa cosa.
Ora, a mente fredda, devo mettermi lì ad analizzare il tutto.
Ci sono sette anni di lavoro da riprendere, rivedere, valutare.
Ho sbagliato tutto.

Site Footer