#177 | Nuovi orizzonti

Ci sono giornate in cui il passato sembra bruciare come carta velina. Le vecchie persone non ci sono più. I vecchi amori, nemmeno.
La colonna di fumo delle cose bruciate si alza e si disperde nel cielo.
Ed è proprio alzando lo sguardo verso le cose belle che bruciano che s’intravede la linea orizzontale dell’orizzonte. Non è né bella, né brutta. Semplicemente, è lì. Incrocia la linea dei tuoi occhi che ancora lacrimano per il fumo.
Potrei dire che quello è il momento in cui bisogna lanciarsi in una nuova sfida e dirigersi verso nuovi orizzonti.
La retorica dello storytelling di cui è permeato ogni messaggio che ci circonda direbbe questo. Di alzarsi, lottare, incominciare a correre.
Ma non funziona così.
Funziona che a volte gli occhi devono lacrimare per bene al fumo delle cose belle bruciate. A volte dura tanto tempo. A volte dura poco.
Bisogna avere occhi lucidi e cuore saldo.
I nuovi orizzonti non sono né belli, né brutti.
Ogni volta che qualcuno ci indica un nuovo orizzonte bello o brutto, mente.
E il più delle volte non sa di mentire.
Il mio nuovo orizzonte è raccontare il mio tempo come un testimone.
E non mostrare a nessuno il mio racconto.
Comincio a stancarmi delle cosiddette narrazioni.
Basta storie.
Cominciano a somigliare alle catene, le storie.
I nuovi orizzonti non sono né belli, né brutti.

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