#181 | Ghisallo, un regalo inaspettato

Quello che è accaduto ai BICITV Awards è qualcosa che mi ha commosso.
Parliamoci chiaro.
Quando BICITV documenta con dei video le gare del Ghisallo, non lo fa gratis. A regola, dovrei essere io a fare un regalo agli organizzatori di questa manifestazione.
E invece no.
Sul palco degli Awards gli organizzatori delle gare del Ghisallo ci hanno fatto un dono dal valore inestimabile.
Ovvero, la maglia che si consegna ai vincitori di questa corsa con il logo BICITV.
In quell’istante non ho saputo che dire la parola Grazie.
Per me le gare del Ghisallo hanno un valore simbolico straordinario, perché è l’unica gara giovanile italiana che ha un collegamento e un filo diretto con la storia di questo sport.
Il Santuario della Madonna del Ghisallo è uno dei luoghi più incredibili per chi ama il ciclismo.
Vedere il logo di BICITV finire sulla maglia rossa che si consegna ai vincitori del Ghisallo in quell’istante mi ha fatto pensare alle mie origini.
Mi ha fatto pensare al freddo a fianco della fresatrice, quando alle sei del mattino scaricavo i 16 pezzi in ghisa sulla fresatrice, li sbavavo con la piccola smerigliatrice, li misuravo uno ad uno e ricaricavo i successivi 16 pezzi cercando di fare il più in fretta possibile per poi prendere il mio bloc notes unto d’olio e appuntare nei 15 secondi che mi rimanevano tutte le idee per il logo di BICITV e su come andasse creata la trasmissione TV di allora nei 15 secondi che mi rimanevano prima che la macchina finisse la lavorazione dei pezzi.
Mi ha fatto pensare alla ragazza di allora, a quanto sopportasse il mio doppio lavoro, mentre inseguivo come un pazzo un qualcosa che non esisteva e che viveva soltanto nelle mie fantasie.
Quando l’altra sera ho visto il logo di BICITV campeggiare sulla maglia di una delle più importanti gare giovanili d’Italia, ho pensato in quei secondi in cui presentando non riuscivo che a dire Grazie a tutto questo.
Non avevo mai corso in bici, non ero laureato, odiavo gli smartphone, non avevo mai preso in mano una videocamera, non avevo mai presentato.
Essere riuscito in 7 anni a guadagnarmi una credibilità e una rispettabilità all’interno del mondo del ciclismo partendo dal niente mi fa pensare a due cose.
La prima, a quanto devo ringraziare gli amici come gli organizzatori del Ghisallo, perché “a scatola chiusa” e soltanto compiendo un puro atto di fiducia, mi hanno dato la possibilità di produrre i primi filmati registrati dalle moto basandosi solo sulla mia parola che poi – grazie al cielo – sono riuscito a mantenere.
La seconda, a quante cose potremo fare nel futuro. Se in 7 anni partendo dal niente – zero esperienza, zero competenze sia nel giornalismo, nei video, nei social e nel ciclismo – siamo arrivati sin qui, ho molta fiducia che nei prossimi 7 anni riusciremo a realizzare una dopo l’altra le decine di idee che abbiamo per migliorare ulteriormente il mondo del ciclismo.
L’unica cosa da fare è non dimenticare mai quel freddo a bordo macchina, la fatica, la fame che ti viene addosso quando ti svegli ogni santo giorno alle cinque del mattino, la carta stagnola di quei panini mangiati di fretta mentre si lavorava sulla fresatrice e il volto di ogni singola persona che ti ha permesso di crescere come hanno fatto gli amici del Ghisallo.
A queste cose ho pensato l’altro giorno sul palco.
Poi mi è uscito solo la parola Grazie.