#197 | Silvia Persico (e quell’asino di Valerio)

Oggi mi è stata data una lezione.
Quale? Quella che devo ascoltare e starmene zitto, perché di ciclismo non capisco niente. Merito di Silvia Persico.
Andiamo indietro nel tempo. Spagna, Giro dei Paesi Baschi. Durante un pranzo con Silvia, le dico che non capisco perché fare il ciclocross in inverno. La vedevo tanto stanca e mi spiaceva vederla così dopo la logorante stagione in Belgio. O la strada, o il ciclocross, le dicevo. E – peggio ancora – mi sono messo a dire una cosa simile in mezzo ad altre persone. Zero tatto. Quasi la faccio piangere. Anzi, probabilmente l’ho fatta piangere. Sicuro. Solo che lo avrà fatto da un’altra parte, non in mia presenza. Asino Valerio.
Il mondiale ciclocross di Silvia Persico è stato un capolavoro. La prima delle umane contro i cyborg olandesi. Ha fatto vedere cosa vuol dire correre con il cuore. Ha fatto vedere cosa vuol dire correre al limite. Ha fatto vedere cosa vuol dire sputare sangue e soffrire. Sì ok: quella sbavatura nel giro finale. Ma chi se ne frega. La rende ancora più umana ed è per questo che la si tifa come poche.
Lei è una delle donne (non atlete: donne) più generose che abbia mai incontrato nella mia vita. Leale. E intelligente. E va lasciata tranquilla e avere fiducia in lei.
Se dovessi “andare in guerra”, io Silvia me la porterei ovunque. Ovunque.
Cosa mi venne in mente quel giorno in Spagna? Boh.
Probabilmente perché avevo bisogno di una lezione per BICITV. La lezione è questa: stai zitto, Valerio. Non dare opinioni. Per tre ragioni. Uno, non capisci niente di ciclismo: sii umile. Due, le tue opinioni (sbagliate) possono creare reazioni (sbagliate) nell’ambiente inutili, dannose e nocive. Perché darle? Tre, gli atleti sono atleti e i giornalisti sono giornalisti. Ma che cosa ne sai tu? Niente. Sei tu quello sulla bici? No. E allora… cerca di capire, non di giudicare.
Valerio, fai le domande e ascolta, fai le domande e ascolta, fai le domande e ascolta, fai le domande e ascolta, fai le domande e ascolta.
Anche perché poi ci sono atleti che sono fuoriclasse e i fuoriclasse non li puoi misurare con parametri standard. Vivono in un mondo a sé.
Silvia Persico è una fuoriclasse nel saper soffrire. Nessuno sopperisce ai gap fisici come lei. Lei va oltre, sempre. Ecco perché è la migliore nelle competizioni internazionali, sempre. Perché va oltre i limiti, costantemente.
E cosa ne puoi capire tu, Valerio? Niente. Quindi sta’ zitto, ascolta e rispetta. E quando ti capita di vedere prestazioni straordinarie come oggi, vedi di raccontarle come si deve. Fermati lì. Ecco la lezione imparata oggi.