#143 – Lei

Lei arrivò nel locale. Lui per un attimo sospese il fiato e trasalì. Intravedeva le sole spalle, le sole punte bionde di quei capelli, le sole vibrazioni tutt’altro che impercettibili che suscitava nel simultaneo girar di colli maschili. Riprese fiato, per un attimo.  Non c’era nulla che desiderasse se non che quell’istante si dilatasse all’infinito. Che quelle spalle rimanessero voltate, come se disegnassero i confini stretti delle possibilità che qualcosa tra le lei e lui potesse nascere. Nascere. L’aveva visto (...)

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#142 – Manutenzione

Non è affascinante fare manutenzione, non c’è lo slancio entusiastico degli inizi dei progetti. Eppure il segreto è tutto nella manutenzione. Del proprio lavoro, dei rapporti d’affetto, del proprio corpo. Manutenzione e costanza, caratteristiche a me così lontane dalla mia natura, eppure linguaggi così importanti da apprendere per riuscire. Ogni giorno, un tassello. Un passo dopo l’altro.  Oggi si tolgono le erbacce e si rimette l’olio in un bel po’ di cose che erano rimaste arrugginite della vita.

#141 – Liberazione (unire l’Italia)

Partire per Roma è un’emozione. BICITV nasce con la volontà di unire gli amanti di ciclismo di tutta Italia e di manifestare la bellezza e le peculiarità di ogni squadra locale e di ogni corsa locale. Il mio girovagare in tanti paesini d’Italia degli anni scorsi aveva un senso perché c’era questo dentro. Unire. Questo era il senso delle mie vecchie dirette, è il senso dei BICITV Awards, è il senso di tutte le nostre scelte. Unire ciò che è (...)

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#140 – Intervistare Asja

Fare un’intervista è per me sempre molto difficile, perchè raramente riesco a trovare i giusti equilibri tra tutti gli elementi che entrano in gioco. Devi trovare un modo per relazionarti con l’intervistato, devi prepararti, devi fargli sentire che si puó fidare di te, devi preparare le domande ed esser pronto a cambiarle del tutto, perchè devi avere le orecchie attente per cogliere una sfumatura nelle parole che possa far venir fuori cose che neanche pensavi. E poi devi nello stesso (...)

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#139 – Ritorni

Dopo questa parentesi in Europa con la squadra di casa, prima o poi tornerò a “sporcarmi le mani” con la mia officina preferita, ovvero con BICITV. Quando prendi le distanze da qualcosa a cui hai lavorato tanto per molti anni della tua vita, la prima sensazione che hai è che in fondo non è così difficile separarsi da una abitudine lavorativa. Ma quando stai parecchie settimane in un mondo “altro”, in un altro contesto, con un’altra mansione, all’improvviso cominciano a (...)

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#138 – Quanto più amore puoi contenere

La metafora non è mia, ma di un poeta di nome Hikmet. La metafora è questa. Il dolore, la sofferenza, le delusioni – dice – sono come qualcosa che ti scavano e ti rendono simile ad una tazza da tè. E più sofferenza c’è e più sei scavato, vuoto. E poi conclude la metafora dicendo che quanto più viene scavata la nostra tazza, quanto più questa tazza potrà contenere amore.  E allora ecco perché occorre accettare le cose brutte che (...)

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#137 – A proposito di ingiustizie

A chi non capita di pensare “Non è giusto”? Capita a tutti. Capita a tutti pensare che le cose non vanno come dovrebbero. Ti viene da dire: “Non è giusto”. Ma spesso si dimentica sempre una cosa. Si dimentica che la vita stessa è ingiusta. Di default. Il senso di giustizia o ingiustizia è prettamente umano.  La morte, ad esempio, suona nella nostra mente come un’ingiustizia e come un rumore di sottofondo alla nostra vita cui faremmo volentieri a meno. (...)

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#136 – Perché continuo a farmi selfie come un rimbambito?

Il mio profilo Instagram è un accozzaglia di banalità: cibo, paesaggi e selfie. Soprattuto selfie. Perché continuo a farmene come un rimbambito? Perché li pubblico? Per tentare di appropriarmi di un linguaggio lontano anni luce dal mio modo di essere nella speranza di imparare a dominarlo. Perché lo faccio? Perché sento che comunicare sui social sia la grammatica del futuro, la patente di guida, l’ABC del vivere in società. Il risultato? Ne viene fuori la mia goffaggine. Non sono capace (...)

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