#216 | 7Verses (un progetto che non c’entra niente con il ciclismo)

Non credo che sia possibile per me tramutare in lavoro una passione. Una passione è, per natura, irrazionale. E invece quando lavori, la testa ce la devi mettere eccome. Ammiro chi sa tramutare una passione in una professione, ma io non ci riesco. Il ciclismo mi piace, ma non è la mia passione, né tantomeno la mia ossessione. Mi piace come può piacere il gustarsi un buon piatto accompagnato da un rosso forte. Ma non è qualcosa che mi dà la vertigine come, ad esempio, una serata trascorsa come si deve con una donna.
No. La mia passione – ciò che mi dà la vertigine – è la poesia.
Ho letto quintali di libri di poesia nella mia vita; e per il 95% di quanto letto non ci ho capito nulla. Le poesie sono quasi sempre incomprensibili. Ma proprio ciò che non capisco è ciò che amo. Soprattutto se tramutato in bellezza. Non so perché, ma considero ‘bellezza’ lo scrivere in versi.
E figuriamoci se non ho tentato di scriverne, di versi. Tutto roba venuta fuori male. Eppure ci sono affezionato alle cose che scrivo nel cuore della notte. Sono come un bambino che gioca a calcio in un cortile. Che con l’immaginazione pensa di essere Cristiano Ronaldo quando scrivo, ma sono a malapena un giocatore di prima categoria.
La mia scrittura funziona così. Ho quintali di appunti e progetti iniziati. Racconti, romanzi, sceneggiature, fumetti, monologhi teatrali appena abbozzati e mai finiti. Sono fantasie. Mi sono sempre detto che dopo i 50 anni vorrei incominciare a mettermi lì a scrivere davvero.
La bellezza dei social è che puoi metterci cazzate e immondizia. Lo farò a modo mio. Il mio nuovo progetto si chiamerà 7Verses. Semplicemente è un profilo Instagram dove metterò roba scritta da me senza alcuna pretesa. Bozze, bozze, bozze di poesia accomunate da una e un’unica cosa. Quella di essere scritte in 7 versi.
Le si scrive, si fa una foto, le si pubblica sul profilo. Tutto qui. Come un bambino che gioca in un cortile per il resto dei suoi giorni. Che alla fine le passioni sono quello che ci fanno stare bene. Sono tutto quello che ci fa perdere la testa. Quello che ci fa fare cazzate. Sono cose inutili che non servono a niente. Che la bellezza è inutile e non deve servire a niente. “Inseguila e svanisce”, diceva Emily.

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