#23 – La forza di una foto (il valore del terzo volto)

Stamattina mi sono fatto una foto con il mio vero volto, o meglio, con il volto che vedono le persone che frequento di più.
Di solito non le pubblico, di solito metto sempre il volto di quando reagisco alla mia tristezza naturale (in genere compaio con un sorriso) ma oggi l’ho fatto.
Sono una persona fondamentalmente triste, di natura.
Perchè non mi va mai bene nulla di quello che c’è, delle persone, delle situazioni, del mondo.
E in primis, di me stesso.
Sorridere non mi viene naturale.
È lo sforzo che si fa ogni giorno, perchè si sa che è la cosa giusta sorridere, per mille motivi.
Ma certo, non pensavo la pioggia di messaggi di quest’oggi.
“Che è successo?” chiedono.
Nulla. Tutto come al solito.
E per quanto riguarda invece BICITV, lì è successo qualcosa.
Continuo a pormi la domanda (non da oggi, ma da mesi): “Ma che senso ha sacrificare la propria vita – perchè questo è BICITV – per promuovere tra i giovani uno sport così pericoloso dove il rischio di morire è così alto?”.
Dopo i fatti recenti, la vocina con questa domanda è diventata un urlo.
E, ad oggi, non so rispondermi in maniera che mi lasci in pace con la coscienza.
E dato che nelle mie dirette punto ad un rapporto estremamente sincero con chi mi guarda, mi riesce difficile farle.
Non potrei mai guardare una videocamera raccontando di quanto è bello il ciclismo, sapendo, in cuor mio, di stare alimentando la passione per uno sport che causa così tanti morti.
Mi sto rispondendo, in questi giorni.
Mi sono preso qualche giorno di tempo per capire che cosa fare.
Ma tutto ció, non ha a che fare con quella foto.
Che tutti noi abbiamo tre volti.
Quello pubblico, quello privato e quel terzo volto che non riusciamo a vederci, quello che ha la forma di una schiena.
Che per vederla, la schiena, hai bisogno di uno specchio o di altri occhi per sapere come è fatta.
Il terzo volto è l’impressione che lasciamo nel cuore degli altri; è ció che le persone provano o pensano di noi, nel profondo. È come si sentono in nostra presenza e in nostra assenza.
Il terzo volto non lo possiamo nè conoscere, nè prevedere, nè controllare.
E la forza delle foto risiede nel catturarlo per un istante e dilatarlo per sempre, all’infinito.

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