#238 | Otto anni di BICITV

La decisione di fare BICITV è nata otto anni fa in Croazia in un paesino chiamato Trogir. Erano circa le due di notte.
Dal ponte da un lato guardavo i locali in lontananza in riva al mare. Dall’altro ogni tanto buttavo un’occhiata furtiva ad un mio caro amico che voleva scollarsi di dosso una tale Bojana.
Sul ponte mi chiedevo: trasferirsi a Brisbane, trasferirsi a Torino o fare BICITV?
Avevo addosso una voglia clamorosa di cambiare il corso della mia vita.
Torino sembrava la meta più probabile, scuola di scrittura Holden, un lavoretto e via, ripartire da capo. Ma non ero per niente sicuro di quella decisione.
Il giorno prima di partire per la Croazia ero uscito con una donna che non riuscivo a scollarmi dalla testa.
Partire o restare?
Restare, cambiando vita.
Ieri sera ho festeggiato l’anniversario di BICITV senza dire che fosse l’anniversario di BICITV con gli amici di sempre, Giorgio e Roberto. I nuovi amici non c’erano, Davide e Martina, ma era come se fossero lì.
Tante cose da allora sono cambiate per me. Quasi tutte inaspettate.
Per esempio ho finito tutti i miei risparmi da anni per investire con coraggio nel mio progetto. Per esempio da tempo non sono più entrate donne nella mia vita.
Per esempio non ho più fatto vacanze più lunghe di tre giorni da allora.
Ieri sera pensavo più ai sacrifici che alle soddisfazioni.
A livello personale le delusioni sono state molte di più rispetto ai momenti felici.
Al punto che quattro anni fa decisi di smettere e di trasferirmi a Auckland, New Zealand. Piano che saltò miseramente, ma che fu la molla del primo vero e deciso cambio di passo di BICITV, quando colorai di nero il sito a memoria dei ‘miei’ cari All Blacks per ricordare a me stesso da dove ripartivo ogni volta in cui vedevo BICITV.
Ora siamo qui.
Negli ultimi quattro anni il sito è decollato e il salto di qualità è stato evidente.
In questo 2019 abbiamo dato vita ad una seconda rivoluzione che troverà il suo compimento completo nel 2020.
In 12 mesi abbiamo fatto più cose che nei precedenti sette anni.
Sarò felice solo quando vedrò il lavoro finito. L’ho iniziato e – perdio – lo voglio finire. Costi quel che costi. Poi mi concederò una vacanza (possibilmente a 12 fusi orari di distanza).

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