#242 | Il male oscuro

Il male oscuro è inspiegabile agli occhi esterni. Il male oscuro è quel male che ti fa fare un’ottima produzione video e giornalistica de Il Piccolo Giro di Lombardia e non esserne minimamente felice. Il male oscuro è quel male che ti fa leggere della morte di un corridore ed essere così cinico da pensare che in fondo chi fa ciclismo sa a quali rischi va incontro. Il male oscuro è quel male che ti fa mandare a quel paese mentalmente tutti quelli che ti hanno fatto i complimenti per il lavoro svolto a Oggiono perchè pensi che troppi elogi rendano deboli e che non c’è peggior frase da sentirsi rivolgere se non quella che suona come “ottimo lavoro, Valerio”. Il male oscuro è quel male che ti fa rendere insopportabili ai tuoi occhi tutte le persone che ti sorridono, che tutti quei denti ti fanno pensare al teschio che c’è sotto la pelle e alla morte e ai cadaveri e ad anche al tuo, di cadavere. Il male oscuro è quel male che ti fa sorridere sempre per mimetizzarsi tra i ‘normali’ finché qualcuno non scopre il trucco come quella donna che qualche settimana fa ti smaschera e ti dice “You are smiling but your eyes are so sad, why?”.
Non c’è un perché. Il male oscuro arriva improvviso nei momenti più impensabili e spesso inopportuni, come la nube di un temporale e il miglior modo per combatterlo è non combatterlo, lasciare che la nube renda buio tutto per un po’, lasciare che venga giù tutta la pioggia e quando tutto passa non arrabbiarsi troppo con sé stessi per le stronzate che hai pensato e che hai sentito in quei momenti (come quelle che ho scritto nelle righe qui sopra) e accettare il tutto alla stessa stregua con la quale si accetta di avere proprio quel naso, proprio quella bocca, proprio quella faccia.
A volte si desidera che il male oscuro si dissolva del tutto e ci si chiede “Chissà come sarebbe la mia vita senza questa zavorra che ti rende tutto così faticoso e impossibile”.
Domanda stupida. Il male oscuro è il buio dei quadri di Caravaggio e il segreto è infiammare di passione, di fuoco e di luce ogni angolo di vita che la nube non riesce a coprire per fare un capolavoro di luce ed ombra.
Chi sa che cosa è il male oscuro mi ha ben capito leggendo queste righe e si è rispecchiata, sicuro, e vedi – dico proprio a te – non siamo soli. E a quella persona dico di alzarsi e saltare, dico di mangiare insalata e pollo, dico di parlarne di questa cosa con le persone di dovere oppure di fare come me, di dare sfogo alla fantasia. di creare cose nuove sempre risolvendo i problemi della gente, ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno, senza mai aspettarsi in cambio niente, niente di niente, che le cose più belle non servono a niente e che quel che conta è sempre e solo fiorire, fiorire in ogni giorno di sole, affinarsi, migliorarsi, e richiudersi quando scende la notte, aspettando che la bufera finisca, che niente è per sempre, nè la vita, nè il male oscuro, passerà, che il bello – in fondo – è sempre e solo quello, risplendere e accettarsi quando tutto sembra una trappola senza uscita, che quella uscita che ti sembra un’uscita in quei momenti in realtà è una seconda trappola e non è una cosa che stai pensando davvero tu.

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