#256 | Corona virus: la potenza devastante della comunicazione

Non ho la competenza per sapere se le misure (estreme) attuate per contenere il contagio del corona virus siano opportune o no.

Ma ieri sera mentre passeggiavo nel vuoto dei centri commerciali avevo una sensazione di inquietudine.

No, non per il clima apocalittico e surreale che si respirava. No.

Mentre camminavo pensavo al potere devastante della comunicazione.

Nessuno ha mai conosciuto un malato di corona virus. E se sì, non ha visto niente di così tragico. Niente chemioterapie, niente cappelli persi, niente urla di chi non ce la fa dal dolore. Niente di niente.

Tutti hanno avuto esperienza del corona virus soltanto perché qualcuno ce l’ha raccontato. Nessuna esperienza diretta.

Vedere in quattro giorni l’Italia messa in ginocchio con il solo potere della comunicazione mi ha dato un senso di inquietudine.

Davvero basta così poco? Davvero il nostro mondo interconnesso è così fragile? Davvero il potere delle parole, dei video, delle foto è così profondo? E in questo mondo, cosa posso fare?

Risposte non ne ho. Riesco solo a pormi domande. Sarebbe bello dirsi che basta questo, il porsi e il condividere domande per avere consapevolezza di questo. Ma sento che no, non basta. Decisamente no.

Site Footer