#33 – Gli occhi di Letizia

Sono ancora sotto shock per la notizia di Claudia.
Non ho ancora fatto una diretta decente da allora, come se faccio fatica a liberare la mente e a concentrarmi davvero.
Mi accade adesso dopo due settimane dall’incidente, figuriamoci martedi scorso quando sono scappato al velodromo di Fiorenzuola per provare a riprendere un po’di gioia nel vedere correre gli atleti.
Ero lì a parlare, quando mi sento toccare il braccio alle spalle.
Mi giro, Letizia.
“Ciao, come sta Claudia?”, e me lo chiede con uno sguardo preoccupato.
Quegli occhi dispiaciuti nel buio della sera parlavano molto di più di qualsiasi parola.
Che vale di più il tipo di sentimento che trasmettevano quegli occhi che tutto il resto.
Più delle medaglie a valanga.
Arrivano, ne arriveranno.
Ma è nelle piccole cose che vedi il valore di una persona e di un’atleta.
Passare di lì quella sera è un gesto che ho apprezzato molto.
Perchè c’erano quegli occhi così rivelatori che ti fanno capire la persona.
Non le parole, gli occhi.
E non gli occhi che vedi nelle sue foto su Facebook, ma gli occhi di quella sera.
Mi auguro che, crescendo e diventando donna, questa atleta straordinaria (lo è, lo diventerà ancor di più, sicuro) possa trovare sempre intorno persone che guardino e rispettino sinceramente quegli occhi, e non soltanto gli occhi delle sue medaglie vinte o che potrebbe vincere.
E questa è una cosa che non devo dimenticare io stesso.
Che farsi abbagliare dai risultati e sbagliare, è un attimo, e si dimentica quello che conta davvero.

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