#38 – Sciogliersi alle due di notte

Da addetto stampa della Valcar – PBM ho scelto di non sfruttare in nessun modo l’episodio di Claudia per aumentare le visite.
Sarebbe stato estremamente semplice, sarebbe stato estremamente contro la mia etica.
Non c’è giusto o sbagliato.
So che è giusto per me.
E uguale BICITV.
Nessun richiamo alla condivisione.
Una manciata di notizie, non di più.
È notte, ora. Le due. Sono trascorse tre settimane da quel giovedì.
Le cose stanno migliorando, pare, e allora scrivo. Solo adesso. Adesso si puó. Sì, adesso sì che si puó.
Di quando in auto con Claudia quest’inverno ho raccontato cosa volessi fare. Come impostare il lavoro. Come migliorare la squadra. Cosa pensavo dovesse diventare il ciclismo femminile. Insomma, uno dei miei monologhi insopportabili, intervallati dai suoi Sì ed È vero. Chiedevo il suo aiuto, in quanto atleta più grande.
Poi chiedevo dei suoi viaggi. Del suo amore per i viaggi. Le esperienze passate nelle altre squadre. Di curiosità che avevo circa altre cicliste.
Poi lei che fa video di backstage mentre le ragazze fanno le foto ufficiali. Lei che fa il selfie della squadra, sempre. Lei che finisce su Gazzetta al debutto del team, pur essendo fuori dai dieci. Lei e sua mamma al Città di Brescia, prima del Giro. “Posso sedermi?, chiedo.
Flash.
Comunicare è come suonare.
Come se fosse un’orchestra jazz. Ci sono cose base, cose improvvisate.
Ogni atleta suona la sua musica, va per la sua strada, traccia delle storie. E tu devi ascoltare.
Comunicare è ascoltare per poi parlare. E scegliere. Smontarle, rimontarle, trovare filo logici e linee narrative.
Ma quali linee, adesso.
Sono le due e ventinove stanotte. Flash. Sempre flash. Frammenti. Pezzi. Vento a spirale. Mulinelli. Epifanie. Fantasticherie. Come in un sogno.
Non so come mai le avevo detto che mi piaceva una canzone di inizio anni 2000. Il gruppo si chiamava P.O.D.
Lei guarda il video su Youtube, commenta “Che tipi”, si sorprende possa piacermi una canzone simile.
Frammenti.
I fili non si sono riannodati nella mia testa.
I fili non si sono riannodati nel mio cuore.
Il titolo della canzone? “Alive”.
E ogni santa notte ho pregato perchè il rombo di quella canzone potesse scorrere forte ancora.
Con quelle sue parole “I – I feel so alive!”.
Non so come i nodi si scioglieranno.
Certo è che ora qualcosa si scioglie.
Magari domattina.
È che non riesco più a sintonizzarmi sul ciclismo. Come la rotella della radio in auto. Comincia a sfarfugliare la radio. La musica la sento a scatti. Fruscii. Musica. Zzzz. Musica, silenzi, fruscii. Zzz.
Come che il ciclismo se ne stia andando.
Come che la mia auto muovendosi faccia cambiare stazione.
Zzz. Dormi.

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