#63 – La bellezza di Elena

Quando ieri osservavo Elena Pirrone concludere la sua cronometro individuale, mi è capitato di essere colpito da una cosa che raramente mi accade quando guardo gare di ciclismo.
Mentre osservavo la pedalata poderosa e potente con quel suo rapporto lunghissimo, dapprima ripetevo a me stesso quanto era forte questa ragazza.
Ma poi, quando la telecamera ha indugiato con le riprese frontali degli ultimi metri, è successo che all’improvviso Elena non era più Elena.
Elena era diventata “il ciclismo”.
Sì, è stato così.
Un sineddoche perfetta per questo sport che amiamo.
Il volto trasfigurato dalla fatica, la perfezione della posizione, la cadenza delle pedalate me l’hanno fatta vedere come se fosse un’opera d’arte.
Bellissima.
Come se all’improvviso quella non era più quella ragazzina che avevo visto crescere negli anni, ma un’altra cosa. Un simbolo.
Elena non era più Elena, ed era bellissima.
Come se avesse trasceso il ciclismo stesso.
E ho pensato che per me questa è la vera bellezza.
Quante volte mi tocca sentire commenti superficiali circa la bellezza delle atlete.
E quante volte mi è toccato sentire che per lanciare il ciclismo femminile occorre puntare su questa bellezza.
Stupidaggini.
L’armonia dei movimenti e del corpo, il volto tirato di chi sta sfidando i limiti naturali del proprio corpo e la forza di volontà di un atleta creano la bellezza.
La bellezza non ha sesso e non ha età.
La bellezza è l’armonia perfetta del gesto, della storia e dell’emozione che trasmette l’atleta con il suo pedalare.
Poi, a volte, accade il miracolo come ieri.
Succede che invece di guardare una gara di ciclismo ti ritrovi per qualche secondo a contemplare un’opera d’arte e ad essere catapultato in un altro mondo.
Come se si stesse contemplando la perfezione della pennellata del Botticelli, la grandiosità del Gran Canyon o l’incanto dell’aurora boreale.
Ma questa è un’altra storia.
E poi quando ritorni di qua nel mondo reale, rimangono le medaglie d’oro e la felicità per l’aver visto crescere un’atleta strepitosa come Elena Pirrone (ed Alessia Vigilia, anche).
Ma ieri Elena sarebbe anche potuta anche arrivare ultima e questo post sarebbe stato valido lo stesso.
Che la bellezza non ha niente a che vedere con la nostra piccolezza umana di voler vedere il primo, il secondo, il terzo e di voler stilare una patetica classifica.
Perché, alla fine, anche fosse solo per dieci secondi, ognuno di noi nel massimo della propria dedizione in qualcosa che ama, può diventare una stupenda opera d’arte.
Ieri questo è accaduto alla bellissima Elena.

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