#80 – Crearsi le possibilità

Le cose migliori capitano per caso.
Non ho mai troppo creduto alla storia dell’uomo padrone del proprio destino.
Ho sempre preferito pensare a vie mediane, in bilico tra le conseguenze delle nostre decisioni e l’incombere inaspettato degli eventi.
Spesso nella mia vita ho attribuito ai miei sogni e alle mie passioni un valore positivo fin troppo esagerato.
Ora la vedo diversamente.
Mi piace pensare all’opposto.
Ora penso che i sogni e le aspettative siano un danno.
Ora penso che ci siano dei confini ristrettissimi dentro i quali possiamo muovere le nostre azioni.
Che siamo schiacciati lì, in quell’interstizio dove tutti ci urlano (per vendere) di essere noi stessi, unici, speciali e bla bla bla, e magari talvolta anche “liberi”. Liberi di essere noi stessi.
Questa è la sbarra più grande che sento schiacciata addosso a me: l’illusione della scelta, l’illusione del cosiddetto libero arbitrio.
Ebbene, in questo interstizio mi piace pensare di non avere scelta.
Mi piace pensare, invece, di dovere fare il meglio con quello che ho e che sono nel tempo presente e in un dato istante.
Ma come poter essere felici di questo?
No, come detto, essere felici è impossibile: le cose migliori capitano per caso.
Ma essere sereni sì, è possibile.
Mi piace pensare che sia possibile quando tendi il massimo della tua attenzione sulle persone che ti circondano e cerchi di farle stare bene, come se la vita fosse un’onda di piccoli cerchi concentrici di paradiso che si estendono via via sempre di più, partendo da sé stessi, proseguendo tra le persone care ed aprendosi nel mondo esterno e connesso.
E pensando in questo modo – ovvero stando il più possibile attenti agli altri – accade che inaspettatamente arrivano le possibilità, si aprono spazi nuovi, si innescano dei sogni potenziali, si scopre qualcosa ogni giorno, da ogni persona.
E spesso per me essere felici è cogliere lo stupore di questo paradosso autoindotto: all’incubo di uno spazio senza luce e senza libertà si gusta la possibilità che solo l’incontro con un’altra persona riesce a regalarti.
Possibilità di ogni tipo: affettive, di amicizia, lavorative.
E mi piace chiuderlo così, il cerchio.
Che all’uomo padrone del proprio destino e delle proprie scelte preferisco un uomo che si crea involontariamente delle possibilità, mosso dal solo desiderio continuo di capire e sentire le persone intorno.
E la forza motrice di un simile desiderio e di una tale finezza d’animo è sempre solo una: l’amore, probabilmente, con quella sua inestricabile mescolanza di ciò che si conosce che ci fa specchiare lì dentro e quell’irresistibile fascino del mistero che ci fa attrarre da ciò che non si conosce, che è profondamente diverso da noi stessi e che noi stessi neanche sapevamo esistesse prima di averlo incrociato.
Già, accade tutto questo nei momenti di serenità.
E all’improvviso si desidera di diventare noi stessi quel qualcosa di bello e inaspettato che capita nella vita di qualcun’altro.
Quel qualcosa di inaspettato che genera felicità.
Che ogni giorno è bello pensare di tramutarsi per qualcuno in quel colpo di fortuna che tutti quanti noi, in cuor nostro, ogni tanto vorremo ci capitasse.

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