#99 – Alle origini di BICITV

Nei momenti più difficili, penso agli inizi.
Quando tutto esisteva solo nella tua testa.
Quando ogni giorno alle 06.00 di mattina avevi di fronte i soliti pezzi in ghisa, un centro di lavoro Kitamura, quei 20 secondi tra un cambio pezzo e l’altro a bordo macchina, ti sfilavi i guanti antinfortunistici in fretta e furia e appuntavi su un bloc notes le idee che passavano nella mente in quelle ore infinite tutte uguali, tutte uguali, tutte uguali.
Poi ci infilavi dentro anche poesie d’amore per una donna che ti aveva cambiato la vita. Mah.
Tutto intorpidito, tutto assonnato, in dormiveglia.
Alle origini ritrovi tutti i tuoi perchè.
Il ciclismo è fatto da gente che fa fatica.
Le famiglie dei ciclisti, anche.
Non bisogna mai, mai, mai, mai, mai dimenticare questo.
Quanti appunti sbagliati su quei pezzi di carta! Che coglione.
Quanto tempo buttato via per errori madornali.
Soldi e risparmi buttati nel cesso. That’s life.
Ora che bisogna ripensare BICITV profondamente un’altra volta, mi piace chiudere gli occhi, sentire ancora l’odore dell’olio di quelle fresatrici,
rievocare ancora le voci di allora.
Tutto è da cambiare e nulla è cambiato.
Il post100 – il prossimo – sarà una visione personale del ciclismo e di quello che si potrebbe fare per migliorarlo.
Saranno ancora appunti, uno dietro l’altro.
Saranno ancora tante stronzate.
Poco male.
Senza una visione non si va da nessuna parte.
Meglio una visione stupida e ottusa corredata da tanto lavoro che nessuna visione e nessuna azione.

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