#185 | Il nostro primo almanacco di ciclismo

Fare gli almanacchi di ciclismo è una cosa inutile. Poteva servire quando Internet non esisteva, ma ora è inutile. Ci sarà un giorno in cui saranno le intelligenze artificiali a raccontare il mondo del ciclismo dal punto dei vista dei dati. È inevitabile.  Ma c’è sempre una distanza da percorrere tra il presente e il futuro, e quella distanza è la nostra vita. Guardando il mondo dell’informazione ciclistica sono lampanti due punti. Il primo: non esiste un sito di ciclismo (...)

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#184 | Senza polemica

A volte si potrebbe pensare che se alzi la voce, sei un uomo più forte. O più intelligente, anche. Per me è l’esatto contrario.  Sta per cominciare l’ottavo anno di BICITV e sono felice di non aver mai polemizzato con nessuno pubblicamente, benchè chi mi conosce sa che quasi niente mi va bene. Vivo in uno stato di perenne insoddisfazione. Quasi niente mi va bene. Ma proprio niente. Ma che senso ha raccontarlo? Se lo racconti, lo devi sublimare ad (...)

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#183 | Giro d’Onore, la mia prima volta

Non ero mai stato al Giro d’Onore: ieri è stata la mia prima volta. Ci sarebbero infinite cose da dire: tanti incontri, tante pensieri, tante sensazioni. Ma ce n’è una in particolare, di sensazione che vorrei condividere. Quella della gratitudine verso gli splendidi corridori italiani che hanno disputato un 2018 meraviglioso. Una gratitudine che mi riempie di gioia e di orgoglio del mio essere italiano come loro. Questa gratitudine mi spinge a fare ancora meglio il mio lavoro in supporto (...)

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#182 | Grazie Bergamo

Sabato scorso sono stato alla festa provinciale F.C.I. di Bergamo ed è stata molto bella. Alcuni momenti sono stati fantastici (sicuramente il momento più commovente è stato quando Martina Fidanza ha regalato i propri trofei agli atleti diversamente abili della Valcavallina Sport. Una grande idea quella del comitato provinciale bergamasco, ovvero quella di aprire 14 manifestazioni giovanissimi a tesserati con disabilità intellettiva e relazionale. E sono felice che un’iniziativa eticamente così importante sia stata promossa dalla mia terra. Sono un (...)

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#181 | Ghisallo, un regalo inaspettato

Quello che è accaduto ai BICITV Awards è qualcosa che mi ha commosso. Parliamoci chiaro. Quando BICITV documenta con dei video le gare del Ghisallo, non lo fa gratis. A regola, dovrei essere io a fare un regalo agli organizzatori di questa manifestazione. E invece no. Sul palco degli Awards gli organizzatori delle gare del Ghisallo ci hanno fatto un dono dal valore inestimabile. Ovvero, la maglia che si consegna ai vincitori di questa corsa con il logo BICITV. In (...)

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#180 | Sognando Sagan ai BICITV Awards

Al termine dei BICITV Awards Twila ci ha regalato questa (bellissima) foto conclusiva. Non riesco a fare a meno di riguardarla più e più volte. Lavorare con loro è la più grande delle fortune, perchè ognuno di loro è un Numero Uno nel proprio campo. E ognuno di loro è un campione di umiltà. L’età media di questo gruppo è di 26 anni. Capaci, gentili, ironici ed entusiasti. Senza di loro non saprei dove trovare energia quando le cose diventano (...)

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#179 | La grafica dei premi dei BICITV Awards

I BICITV Awards sono le premiazioni dedicate alle giovani promesse del ciclismo italiano. Dirlo è semplice, farlo un po’ meno. Credo che per far sì che queste premiazioni siano effettivamente dedicate a questi ragazzi e ragazze, sia necessario curare i minimi dettagli.  Come, ad esempio, curare il premio che si consegna a questi ragazzi. Non può essere un trofeo anonimo.  Sin dalla prima edizione ci siamo messi nei panni degli atleti premiati. Atleti vincenti, perché altrimenti non sarebbero lì a (...)

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#178 | B-Thinking: una settimana difficile

La difficoltà di questa settimana è stata conciliare la fase di preparazione dei BICITV Awards con la fase di costruzione del nuovo progetto di BICITV 2019 che si muove sul doppio binario che porterà sia alla creazione del nuovo sito, sia ad alcune novità a livello di produzione video. Come in tante cose della vita, essere eccellenti su più fronti non è semplice e io in questa settimana sono stato appena sufficiente su questi tre fronti. Per la prima volta (...)

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#177 | Nuovi orizzonti

Ci sono giornate in cui il passato sembra bruciare come carta velina. Le vecchie persone non ci sono più. I vecchi amori, nemmeno. La colonna di fumo delle cose bruciate si alza e si disperde nel cielo. Ed è proprio alzando lo sguardo verso le cose belle che bruciano che s’intravede la linea orizzontale dell’orizzonte. Non è né bella, né brutta. Semplicemente, è lì. Incrocia la linea dei tuoi occhi che ancora lacrimano per il fumo. Potrei dire che quello (...)

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#176 | Ecco cosa penso del ciclismo femminile dopo la chiacchierata con Vittoria Guazzini

#176 | B-THINKING: ECCO COSA PENSO DEL CICLISMO FEMMINILE DOPO LA CHIACCHIERATA CON VITTORIA GUAZZINI Se penso a quanto poco era seguito e conosciuto il ciclismo femminile sette anni fa rispetto ad oggi, mi prende un senso di vertigine. Vertigine di gioia. Sì, perché almeno a livello culturale le cose sono cambiate profondamente. Ora nessuno considera più il ciclismo femminile inferiore. Magari lo considera più brutto e più noioso rispetto a quello maschile (un’affermazione che non condivido), ma i gusti (...)

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#175 | B-Talks: Andrea e Andrea

Mi ha fatto molto piacere chiacchierare questa settimana con Andrea Piccolo ed Andrea Bagioli. Questa formula delle B-Talks su Instagram mi intriga sempre di più, perché ti permette di conoscere un po’ meglio gli atleti e di coinvolgere di più la community di BICITV. Di Piccolo mi è piaciuta la sensazione di quanto dimostri un’età superiore a quella che ha effettivamente. Trasmette un senso di equilibrio invidiabile. Non male davvero. E di Bagioli invece mi è piaciuto osservare quanto ormai (...)

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#174 | B-Talks: il sorriso di Alessandro Fancellu

Mi ha divertito fare la seconda B-Talk (“B” sta per BICITV, “Talk” per chiacchierata) della stagione chiacchierando nella Live su Instagram con Alessandro Fancellu. Non conoscevo minimamente questo ragazzo e si può dire che sia stata quasi la prima volta in cui ci abbia parlato per più di cinque minuti. Ciò che mi ha maggiormente non colpito è stato il suo sorriso. Sono poche le persone che sorridono sia con la bocca che con gli occhi. Lui sorride anche con gli (...)

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#173 | B-Thinking: un weekend tra campionati italiani crono a squadre e Il Piccolo Lombardia

Seguire le corse di ciclismo ti permette di incontrarle persone. Incontrare persone ti permette di imparare. Imparare ti permette di migliorare te stesso e le cose intorno a te. Migliorare le cose intorno a te ti permette di amare ed essere amato. Quando ami e sei amato, diventa più semplice l’incontro con nuove persone e diventa più profondo e intenso il legame con le persone che si conoscevano già. E quindi incontri nuove persone e il ciclo ha nuovamente inizio (...)

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#172 | B-Talks, il primo esperimento per BICITV 2019

Ieri sera ho fatto la mia prima intervista in diretta Live su Instagram con la ciclista Martina Alzini. Non so come ringraziarla. Questo è stato un esperimento totale che sognavo di attuare da mesi. Sì, sono mesi che ci sto lavorando nella mia testa a questo format. Spero che questa sia la prima di una lunga serie di interviste. Cercherò di programmare ogni martedì e mercoledì sera una chiacchierata con una persona del mondo del ciclismo. Il nome di questo format (...)

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#171 | Ghisallo, again

A Innsbruck i migliori atleti al mondo si stanno giocando i mondiali. Domani sarò sul Ghisallo. Sul Ghisallo i migliori giovani italiani si giocheranno la vittoria per una grande classica del ciclismo italiano. Altrove le persone care soffrono, e parecchio.  Non vorrei essere né a Innsbruck, né sul Ghisallo. Ma vicino alle persone care. Che mi direbbero di andare sul Ghisallo e di fare quello che c’è da fare. Quello che devo fare. Le persone care sanno quale è la (...)

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#170 | Yoda e il mio primo Live su Instagram

Ritornare a fare dirette è stata un’emozione. Figuriamoci quando in quella su Facebook si è collegato dal nulla Sonny Colbrelli. Bellissimo. E poi c’è stata la mia prima diretta su Instagram. Mi sono divertito a introdurre Yoda, il mio partner di conduzione. Una trovata ripescata dalla memoria di un programma radiofonico, Il Volo del Mattino, quando a condurre insieme a Fabio Volo c’era Spank, il pupazzo.  Mi ha sempre divertito come cosa. E l’ho sempre trovata molto intelligente, anche. In (...)

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#169 | Quando tornano le ex

Quando tornano le ex e ormai si è dimenticato (quasi) tutto, succedono due cose. La prima è che quando spogli i tuoi occhi dalle nebbie del desiderio finalmente riesci a vederle nude. Desiderare una donna non aiuta a vederla. Ed è bellissimo perché accade una seconda cosa.  Vedi distintamente attraverso di loro che sei diventato un’altra persona. Non c’è bisogno di comparare il prima e il dopo. A volte sei una persona migliore, a volte sei una persona peggiore. Mi (...)

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#168 | A Innsbruck con Twila

Ho trascorso un weekend a Innsbruck con Twila Muzzi, la fotografa, a dare un’occhiata ai mondiali di ciclismo. Era una vita che non facevo “il turista” ad una corsa ed è stato piacevole. Ed è piacevole anche osservare l’evoluzione di Twila come fotografa. Amo chi sa fare cose che non so fare e rimango a bocca aperta quando vedo il talento.  Ogni fotografo ha qualcosa di peculiare. I fotografi mi piacciono tutti, proprio perché sanno fare un qualcosa che io (...)

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#167 | La nuova versione di BICITV on line nel 2019

Non c’è una data ufficiale per l’uscita nel nuovo sito BICITV, ma contiamo di essere on line con il nuovo progetto a gennaio o febbraio 2019. Non sarà un semplice restyling grafico: sarà una rivoluzione. Chi mi conosce sa che non amo le rivoluzioni, sa che adoro il kaizen (ovvero la filosofia del continuo miglioramento tanto cara alle aziende giapponesi) e sa che non mi piacciono le cose nuove: a me piacciono le cose fatte bene, buone o vecchie che (...)

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#166 | Speaker per un giorno

Che strano fare lo speaker. Ieri l’ho fatto per la quarta volta, la prima da solo in una gara giovanile. Non mi piace stare lassù su un palco, non si vedono le cose da vicino. E sei costretto a parlare, anche. E, stando lassù, hai una visione talmente parziale che sei obbligato ad essere superficiale, anche se non lo vorresti. E poi alla fine della giornata ti riempiono di elogi, pure: quanto sarebbe più bello invece ricevere delle critiche. Troppi (...)

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165 | Se non pensi di cambiare il mondo (del ciclismo)

Negli ultimi post ho esagerato, forzato la mano, dichiarato cose forse irrealizzabili. Ma se non pensi di cambiare profondamente le cose e di cambiare il mondo, non cambi neanche una virgola. Tra il rischio di passare per presuntuoso e l’immobilismo di chi sa già tutto e non ci prova, preferisco passare per presuntuoso. Sai quanto mi importa dell’opinione di chi non vuole cambiare le cose. Devi pensare di cambiare il mondo se vuoi scaldare il cuore delle persone. Senza cuori caldi, (...)

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164 | Dopo questa Coppa d’Oro

Ho vissuto questa Coppa d’Oro in maniera diversa. Per la prima volta ho sentito la sensazione palpabile di quanto sono seguito personalmente dagli amanti del ciclismo. Impossibile stilare l’elenco delle persone con le quali ho scambiato qualche parola senza rischiare di fare qualche torto a qualcuno. Godere oggi di una certa autorevolezza e credibilità è il frutto di tanti giorni passati a lavorare e a provare a rendere reali cose fino a sette anni fa inimmaginabili. Autoconvinzione, kaizen e lavoro (...)

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163 | Mi aiuti a migliorare BICITV? (Le piccole minoranze organizzate cambiano il mondo)

Mi dai una mano? Rispondi con un Sì o con No. Hai voglia di aiutarmi a migliorare il mondo del ciclismo? Ma davvero, non così per dire. Sono vecchio.  Quando hai 36 anni, non hai più voglia di inseguire i numeri. Non ho più voglia di like. Non ho più voglia di maggioranze. Vivo nell’idea romantica che le cose di qualità siano poco affollate. Le migliori idee vivono in ambienti semi vuoti. La mia idea romantica è BICITV. E allora (...)

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162 | Mi inviate i video d’arrivo delle vostre gare?

Ho un sogno: raccogliere tutti i video d’arrivo di tutte le corse giovanili italiane. Come fare? Chiedo un favore a tutti coloro che alla domenica registrano i video delle gare di ciclismo: me li inviate per favore? Il ciclismo ha bisogno di più video come ho raccontato nel post #161. Sei disposto a darmi una mano inviandomi un video o cercando qualcuno che lo faccia? Fammi sapere.

161 | Aumentare il numero dei video di ciclismo

Non ho dormito tutta notte per scrivere il format dei nuovi video BICITV. Vanno cambiati. Ma più di tutto, vanno aumentati in numero. Nel post #160 ho scritto della necessità di investire  conoscenze. Ebbene, credo che i video siano lo strumento più potente per veicolare concetti, informazioni e sensazioni. I ragazzi guardano i video, gli anziani guardano i video, tutti guardano i video. Il web ti insegna che per essere visibile serve quantità, non qualità. Quindi aumentare, aumentare, aumentare per (...)

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160 | BICITV 2019, si ricomincia da capo

Nel post #159 accennavo alla mia mancata partenza per la New Zealand tre anni fa. Quella partenza mancata fu la molla che mi spinse a rivoluzionare per la prima volta il sito BICITV. Le disillusioni e i fallimenti aiutano, se provi a cogliere gli insegnamenti che celano al loro interno. Per ricordarmi di questo, ho introdotto il nero (il colore base di New Zealand) nelle grafiche di BICITV, nonché il mio colore preferito. Il primo logo di BICITV invece aveva (...)

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159 | New Zealand (dove vorrei essere a 50 anni)

Esattamente tre anni fa decidevo di trasferirmi in Nuova Zelanda perché non ne potevo più dell’Italia e dei suoi difetti (e quindi di me stesso e dei miei difetti). Dopo tre anni sono ancora qui e ho vissuto in prima persona il più grande difetto del nostro popolo: la chiacchiera senza l’azione. Dov’è Auckland? Dov’è la New Zealand? Sono ancora qui. Sarebbe bello puntare il dito contro qualcuno o qualcosa per questo mio fallimento, ma l’unico volto a cui puntare (...)

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#158 – I monologhi muti delle donne (e del ciclismo)

Non esiste l’ultima nota. Una musica non è mai davvero finita e l’ultimo suono di una melodia si spegne in un silenzio. Ma anche il silenzio è un suono. Un suono muto dove la vibrazione si trasforma in emozione. Chiunque si occupa di comunicazione sa che deve lavorare sul non detto e non sul detto. Chiunque ama qualcosa sa che deve lavorare sul non detto. Mi muovo più a mio agio nei silenzi piuttosto che nelle parole. Mi muovo più (...)

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#157 – Ciclismo, uno sport estremo

Spesso i ciclisti esibiscono con orgoglio le loro ferite e la loro volontà indomabile di alzarsi e di andare avanti. Ammirevole. Sono un esempio. Somigliano ormai ai reduci di guerra. Fratturati, mutilati, ammaccati. Che vanno avanti, nonostante tutto, circondati dalle lacrime di chi vuol loro bene. Sì, ormai questo sport è cambiato. Ormai – da anni – il ciclismo è uno sport estremo dove una frattura è la consuetudine (l’ultimo caso di Vincenzo Nibali è lì a dimostrarlo) e il (...)

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#156 – Le cicatrici delle battaglie che non combattiamo

Ciò che più uccide sono le cicatrici delle battaglie che non combattiamo o quelle delle battaglie che immaginiamo di aver combattuto nella nostra mente, ma che poi – alla fine – cosa abbiamo fatto se non raccontare a noi stessi una “donchisciottesca” realtà di cavalieri immaginari che combattono chissà cosa, chissà chi? Mi viene da pensare a questo, quando vedo i profili da “Never Give UP”, da “Fight For Your Dream”, eccetera eccetera, e – peggio – quelli come me, (...)

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#155 – Giro Rosa

Per la prima volta sto seguendo il Giro Rosa. Non c’è che dire, una bellissima manifestazione:  quanto ne ha bisogno il ciclismo femminile di gare così. Complimenti agli organizzatori. Lo sto vivendo in maniera passiva, girando, osservando, guardando, quasi annusando come se fossi un vecchio cagnolino silenzioso da dietro le transenne che ogni tanto compare e poi scompare. Perché un giorno mi piacerebbe essere parte attiva di questo evento e ho tanto bisogno di osservare, capire, imparare. E in questi (...)

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#154 – Ora Amazon vende anche i medicinali

La notizia è uscita da qualche giorno: Amazon venderà anche i medicinali. Va commentata? Io mi chiedo cosa racconteremo ai nostri figli quando ci chiederanno dove eravamo mentre stavano costruendo la più grande dittatura di tutti i tempi con sistemi di controllo integrati ai nostri corpi. Eravamo qui a inseguire il prezzo più basso, ecco dove eravamo. Eravamo qui a fare palestra e a monitorare i nostri corpi, ecco dove eravamo. In nome di cosa? Del piacere a qualcun’altro. Del (...)

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#153 – L’errore nell’errore e la trappola della modestia

Avventatezza, distrazione, immaturità. Non trovo parola davvero adatta al mio post ingenuo intitolato “Marta Cavalli e il mio fallimento personale”. L’avventatezza è questa: la descrizione del perché ho fallito, la mia autoanalisi pubblica e i dovuti contrappesi espressi nei miei controcommenti al post ha causato una serie di commenti da parte dei lettori che suonavano più o meno così: “Valerio, ma cosa dici? Tu hai lavorato bene, sono gli altri che non ti hanno capito”. Eccolo, l’errore nell’errore. Cosa c’è (...)

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#152 – Marta Cavalli e il mio fallimento personale

Un fallimento. Semplicemente, un fallimento. Quando dopo la vittoria del campionato italiano di Marta Cavalli, qualcuno ha utilizzato la parola “Sorpresa”, ho capito di avere fallito completamente il mio lavoro di divulgazione del ciclismo femminile. Ho visto correre tutte le cicliste italiane nate tra il 1992 e il 2003: nessuna generazione mi ha colpito e impressionato per quantità e qualità di atlete come quella del ’98 e ’99. Marta Cavalli è una di queste “ragazze terribili” delle quali si è scritto (...)

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#151 – Come Ghali (felice di raccontare ciclismo per ragazzini)

A volte mi sento come Ghali: felice di raccontare ciclismo per ragazzini. Tanti ragazzi mi inviano messaggi d’affetto incredibili ed è un qualcosa di sconvolgente. Essere amati dai ragazzi vuol dire essere amati da quanto di più genuino abbiamo nell’animo umano. Sogni, speranze, paure, errori, timori, gioie, passioni.  Ricomincerò dalla loro casa, da Instagram. Ripartirò con le dirette da lì. Gli altri giornalisti mi denigrano per i miei modi diversi di raccontare il ciclismo. Non seguo le regole, non sono (...)

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#150 – Giro della Brianza (il mondo gira)

Ho incominciato a raccontare un porzione piccola così delle mie idee circa il restyling completo di BICITV alla presentazione del Giro della Brianza. Le persone dicono Wow, ma chissà. La teoria è teoria, la pratica è pratica e le scommesse sono scommesse. E le donne sono le donne. Perché? Semplice. Gli aspetti che più mi sono piaciuti del prossimo Giro della Brianza sono stati pensati da una donna. Mi piace la cura delle piccole cose e in questo sono maestre (...)

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#149 – Il restyling completo di BICITV

Oggi ho messo per iscritto uno schema con il restyling completo di BICITV. L’ho inviato a Davide, domani lo mostrerò a Giorgio e a Fabiano. Nella mia vita non ho mai pianificato niente di così grandioso. Bellezza allo stato puro. Tra poco compio 36 anni e non si avverato nessuno dei miei sogni da ragazzo. Sognavo cose piccole e semplici. Una casa, un lavoro, una donna, e intensità. Dei sogni non si intravede nemmeno l’ombra. I grilli fanno un casino (...)

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#148 – Diez

Negli ultimi giorni c’è un numero che continua a ricorrere sotto i miei occhi. Mi piace scriverlo a lettere, “Dieci”, perché è un numero che non sembra un numero. Mi piace scriverlo alla romana, “X”, perché ha il fascino del mistero. Sono da dieci anni dentro al mondo del ciclismo. O meglio, sono da dieci anni che vedo il mondo del ciclismo da due fessure sottili e piccolissime, quella di una squadra di paese che sogna di gareggiare in tutto (...)

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#147 – I progetti segreti di BICITV

Un detto dice: “Non dire mai tutto, non dire mai troppo”, e chissà se è davvero così. La verità è quasi sempre nelle cose che non si vedono. Sono in una fase di grande fermento creativo. Una fase tipica quando sei agli inizi di qualcosa di nuovo. Riguarda BICITV. Tutto diventa frenetico: ricerche, letture, studi, conversazioni, telefonate. Soprattutto telefonate. “Hey, che ne pensi?”, “A te piacerebbe una cosa così?”, “Perché sì?”, “Perché no?”. Telefonate fluviali. Nel corso di questo anno (...)

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#146 – L’altro volto di BICITV

Ho incominciato a chiacchierare con una fotografia prima di andare a dormire. Sì, detta così, potrebbero sembrare evidenti i segni della pazzia. Solo che avevo bisogno di qualcuno che avesse una sembianza umana per parlare di BICITV. Ci sono tante cose che vorrei fare. La complessità del progetto è tale da non farmi dormire la notte. Neanche il giorno. Cioè, ogni angolo di vita vuota si riempie di elaborazioni di idee per BICITV. Continuamente. E adesso che mi sono allontanato (...)

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#145 – La cosa più comica

La cosa più comica è la faccia seria che abbiamo quando usiamo il nostro cellulare. Prova a farci caso. Guarda i volti delle persone quando usano il cellulare. Sono sempre così seri… E invece quasi sempre non stiamo facendo assolutamente niente di importante con quel cellulare. Messaggiamo, giochiamo, curiosiamo. E il mondo ci passa accanto.

#144 – L’amore tra donne

Avete presente la canzone “I follow rivers” di Lykkie Li? Una canzone orecchiabile e ballabile come tante. Ma se avete visto il film “La vita di Adele” quella canzone vi farà pensare inevitabilmente a quella storia d’amore tra quelle due ragazze, lei, Adele, e l’altra, la misteriosa donna dai capelli blu. C’è qualcosa di struggente nell’amore tra donne. Qualcosa che ti fa serrare la gola e ti commuove quasi fino alla lacrima. Da adolescenti tutti gli amori sono così più (...)

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#143 – Lei

Lei arrivò nel locale. Lui per un attimo sospese il fiato e trasalì. Intravedeva le sole spalle, le sole punte bionde di quei capelli, le sole vibrazioni tutt’altro che impercettibili che suscitava nel simultaneo girar di colli maschili. Riprese fiato, per un attimo.  Non c’era nulla che desiderasse se non che quell’istante si dilatasse all’infinito. Che quelle spalle rimanessero voltate, come se disegnassero i confini stretti delle possibilità che qualcosa tra le lei e lui potesse nascere. Nascere. L’aveva visto (...)

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#142 – Manutenzione

Non è affascinante fare manutenzione, non c’è lo slancio entusiastico degli inizi dei progetti. Eppure il segreto è tutto nella manutenzione. Del proprio lavoro, dei rapporti d’affetto, del proprio corpo. Manutenzione e costanza, caratteristiche a me così lontane dalla mia natura, eppure linguaggi così importanti da apprendere per riuscire. Ogni giorno, un tassello. Un passo dopo l’altro.  Oggi si tolgono le erbacce e si rimette l’olio in un bel po’ di cose che erano rimaste arrugginite della vita.

#141 – Liberazione (unire l’Italia)

Partire per Roma è un’emozione. BICITV nasce con la volontà di unire gli amanti di ciclismo di tutta Italia e di manifestare la bellezza e le peculiarità di ogni squadra locale e di ogni corsa locale. Il mio girovagare in tanti paesini d’Italia degli anni scorsi aveva un senso perché c’era questo dentro. Unire. Questo era il senso delle mie vecchie dirette, è il senso dei BICITV Awards, è il senso di tutte le nostre scelte. Unire ciò che è (...)

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#140 – Intervistare Asja

Fare un’intervista è per me sempre molto difficile, perchè raramente riesco a trovare i giusti equilibri tra tutti gli elementi che entrano in gioco. Devi trovare un modo per relazionarti con l’intervistato, devi prepararti, devi fargli sentire che si puó fidare di te, devi preparare le domande ed esser pronto a cambiarle del tutto, perchè devi avere le orecchie attente per cogliere una sfumatura nelle parole che possa far venir fuori cose che neanche pensavi. E poi devi nello stesso (...)

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#139 – Ritorni

Dopo questa parentesi in Europa con la squadra di casa, prima o poi tornerò a “sporcarmi le mani” con la mia officina preferita, ovvero con BICITV. Quando prendi le distanze da qualcosa a cui hai lavorato tanto per molti anni della tua vita, la prima sensazione che hai è che in fondo non è così difficile separarsi da una abitudine lavorativa. Ma quando stai parecchie settimane in un mondo “altro”, in un altro contesto, con un’altra mansione, all’improvviso cominciano a (...)

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#138 – Quanto più amore puoi contenere

La metafora non è mia, ma di un poeta di nome Hikmet. La metafora è questa. Il dolore, la sofferenza, le delusioni – dice – sono come qualcosa che ti scavano e ti rendono simile ad una tazza da tè. E più sofferenza c’è e più sei scavato, vuoto. E poi conclude la metafora dicendo che quanto più viene scavata la nostra tazza, quanto più questa tazza potrà contenere amore.  E allora ecco perché occorre accettare le cose brutte che (...)

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#137 – A proposito di ingiustizie

A chi non capita di pensare “Non è giusto”? Capita a tutti. Capita a tutti pensare che le cose non vanno come dovrebbero. Ti viene da dire: “Non è giusto”. Ma spesso si dimentica sempre una cosa. Si dimentica che la vita stessa è ingiusta. Di default. Il senso di giustizia o ingiustizia è prettamente umano.  La morte, ad esempio, suona nella nostra mente come un’ingiustizia e come un rumore di sottofondo alla nostra vita cui faremmo volentieri a meno. (...)

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#136 – Perché continuo a farmi selfie come un rimbambito?

Il mio profilo Instagram è un accozzaglia di banalità: cibo, paesaggi e selfie. Soprattuto selfie. Perché continuo a farmene come un rimbambito? Perché li pubblico? Per tentare di appropriarmi di un linguaggio lontano anni luce dal mio modo di essere nella speranza di imparare a dominarlo. Perché lo faccio? Perché sento che comunicare sui social sia la grammatica del futuro, la patente di guida, l’ABC del vivere in società. Il risultato? Ne viene fuori la mia goffaggine. Non sono capace (...)

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#135 – Il senso dei luoghi

Mentre guardavo il paesaggio delle Fiandre con le sue distese verdi e i “muri”, pensavo che – davvero – sono i gesti degli esseri umani a dare significato ai luoghi. Se non fosse per il ciclismo che ha reso leggendarie queste terre con i suoi pavé, questa terra sarebbe una terra pressochè insignificante. E invece migliaia e migliaia di appassionati da tutta Europa si ritrovano qui in questo periodo per la “Settimana Santa” del ciclismo mondiale. Già, i gesti umani (...)

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#134 – Il luogo in cui abiti

Mi piace considerare il mio corpo un luogo. Non una cosa che ho, non una cosa che sono, ma una cosa in cui abito. Aiuta quando mi sento stanchissimo e sono sballottato da un luogo all’altro. Rassicura avere sempre una casa a portata di mano, ovvero il proprio corpo. Considerarlo un luogo mi aiuta a curarlo più rispetto che a considerarlo qualcosa che sono o che ho, perchè anche se non lo accetto, lo curo comunque.  Avere o essere questa (...)

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#133 – In Bruges

Un film si intitolava proprio così: “In Bruges”, ed aveva anche vinto un Oscar per la sceneggiatura, mi pare. O forse no. So che c’era Colin Farrell come attore e Ralph Fiennes pure, mi pare, e che il film mi era piaciuto perché era uno di quei film che indipendentemente dalla trama, ti lasciava addosso sensazioni. Ebbene, la sensazione che mi aveva lasciato addosso fu quella del voler visitare Bruges almeno una volta nella mia vita. Che cosa è successo (...)

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#132 – Le migliori squadre cantano

Ormai è più di una convinzione: le migliori squadre cantano. Cantano in coro, stonate, non appena capita l’occasione. C’è da spaventarsi quando una squadra è troppo silenziosa. In questi dieci anni ho notato che i gruppi più affiatati fanno un casino dell’accidente. Fuori dalla competizione, certo. Perché quando poi entrano nella mischia, quelle squadre diventano silenziose ed efficaci. Cantare.  Quella del canto è una dimensione importante dell’essere umano. Forse le persone migliori sono quelle canticchiano spesso. Forse perché riescono ad (...)

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#131 – Centotrentuno

Sono arrivato a 131 post. Perché continuo a scriverne? Il motivo è uno solo: allenamento. Allenarsi è il destino di chi è senza talento come me. Ogni tanto bisognerebbe vincere, però. Ogni tanto bisognerebbe raggiungere qualche obiettivo. Ma quando scegli obiettivi enormi, si corre una maratona. Ogni santo giorno.  Ammiro chi brucia le tappe e va veloce. Io sono lentissimo con i miei passettini corti e il traguardo che sembra non giungere mai. Ultimamente il passo si è fatto pesante, tanti mi (...)

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#130 – Commozione

Vorrei che non fosse così, ma ciò che più mi commuove sono le parole. Chissà perché. E quando mi arrivano alcuni messaggi con parole di ringraziamento per ciò che scrivo o che faccio, se succede che vanno a cogliere le motivazioni profonde dei motivi per cui faccio quel che faccio, l’emozione diventa fortissima. “Le parole preparano l’anima, la rendono pronta e la commuovono fino alla tenerezza” dicevano, ed è così. E forse, guardandomi intorno, di parole messe lì per intenerire ce (...)

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#129 – Belgio

Chiunque ami il ciclismo sa che il Belgio è la patria di questo sport. Sono arrivato da un giorno e ho un gran freddo (ho sempre freddo…). L’idea è quella di imparare dai migliori, guardando, osservando, chiedendo e annotando. La Panne, Gent-Wevelgem, Dwars, Giro Fiandre…  I brividi sono inevitabili (anche se non facesse questo freddo…).

#128 – Ai bordi dell’evento

Ero molto incuriosito dal vivere il mio primo Trofeo Binda da spettatore. Per una volta invece di lavorare mi sarei goduto lo spettacolo. Maledetto freddo e maledetta pioggia. Non me la sono goduta per niente. Il freddo è il mio tallone d’Achille. Basta qualche grado in meno e non penso nient’altro che al freddo. E il freddo è stato il tallone d’Achille di tante atlete in gara, direi. Ho guardato e riguardato video, articoli, interviste.  Al momento ho avuto il (...)

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#127 – Ad un battito di cuore

E lui dov’è? Ad un battito di cuore. Deve essere stata più o meno questa la misura temporale del distacco tra Vincenzo e Caleb. Un battito di cuore a ritmo normale. Ma chiunque abbia un cuore, un po’ di memoria e l’anima leggera da ragazzino, di battiti ne ha contati tre o trecento nel finale di questa Milano – Sanremo. Impresa al limite dell’impossibile quella di Vincenzo, sogno dispiegato in folle realtà. Ma stanotte ho l’anima pesante, indurito il cuore (...)

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#126 – Depressione

Quando sono stato ad un passo dal trasferirmi in Nuova Zelanda, ho iniziato a leggere alcuni libri e siti web che mi aiutassero a capire che tipo di cultura avrei trovato ad Auckland. Ebbene, durante questa rassegna ho scovato un libro molto bello intitolato “Gli All Blacks non piangono” nel quale John Kirwan, uno dei giocatori di rugby più stimati e amati tra gli All Blacks, racconta della sua lotta contro la depressione. Questo è un tema a me caro. (...)

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#125 – Eroine

Essere sconosciuti è un privilegio. Camminare e non avere nessuno che ti fermi e che ti saluti, una fortuna. Un privilegio che profuma di libertà. La schiavitù dell’ego è la malattia dei nostri tempi e il “quarto d’ora” di popolarità warholiano è la moneta del ricatto.  Sii popolare per vendere, il mantra implicito. Sii conosciuto o sii conosciuta per esistere, la consuetudine. La ricchezza è nel poter essere ignorati e dimenticati. Vivere ai bordi degli eventi. In quegli spazi si (...)

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#124 – L’altra faccia della medaglia

L’altra faccia della medaglia è che quando lavori duro perché credi che il lavoro paghi, arriva un giorno di cui alzi gli occhi da te stesso, ti guardi intorno e cominci a renderti conto che non sai vivere. Non sai più perdere tempo. Non sai più non lavorare.  Non sai neanche come ti devi vestire, comportare, mangiare, niente. La vita è scivolata via, ti sei scollato da tutti gli altri, e ogni tuo gesto e pensiero per ritornare a vivere (...)

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#123 – Un mese in silenzio

Non è male sparire. Elisa Balsamo mi fa fatto notare un mese fa che non ho continuità. “Hai buone idee, ma non le porti avanti” diceva.  “Hai ragione” le ho detto, e lo sanno un po’ tutti. Giorgio, Davide, qualche vecchio amico. Che ogni tanto non esisto. Sparisco. Non è male – a volte – non esistere. C’è stato un tempo in cui desideravo essere vento. Qualcosa che non vedi, ma che senti. Avere una voce, ma non avere un (...)

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#122 – Il sito di BICITV compie due anni

In meno di due anni abbiamo superato il milione di visite in un anno. Ma i numeri non sono tutto. Il numero più grande è la dimensione del cuore di tutti gli amici che, come noi, amano il ciclismo. Un amore autentico, che conosce momenti difficili e momenti felici. Amo BICITV perché è imperfetta come me. Imperfetta come chi ha desideri ed emozioni, e si misura con la realtà ogni giorno. Imperfetta e poetica come migliaia e migliaia di giovani (...)

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#121 – La lezione che non vorrei mai imparare

Alla notizia della morte di un ragazzo così giovane, non ci sono parole. Ognuno la vive a modo suo. Pensare alla mia, di morte, non mi fa né caldo, né freddo, ed è una fortuna. Ma quello che non riesco a digerire è la morte degli altri. Proprio no. Figuriamoci quella di un ragazzo così giovane. O di quel signore passato alle cronache per avere investito Michele Scarponi. Quanto deve essere stato difficile vivere una tale situazione. Raramente riesco ad (...)

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#120 – Ripetizione crea verità

Questo è il periodo dell’anno in cui mi vengono richiesti preventivi con più frequenza per BICITV o quantomeno consigli. Mi scrivono soprattutto le piccole società di ciclismo sparse in tutta Italia e mi fa piacere questo. Aiutare è una cosa che mi fa stare bene.   A volte riesco a aiutare concretamente, a volte no. Ma la cosa più importante è il legame che si viene a creare ogni volta. Tante volte può evolvere, ed è bellissimo.   E qual (...)

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#119 – Trasformare le responsabilità in stimoli

Sono impressionato dal ritmo con il quale BICITV sta crescendo in popolarità. Quel che impressiona è che ci sono margini di ulteriore miglioramento. La cosa mi impressiona e, nello tempo, mi spaventa. Più cresce la popolarità dii un progetto editoriale, più cresce la responsabilità. In un certo senso, ti ritrovi in mano una sorta di “potere”. Non cercato, non voluto, ma che piano piano ti si va a conformare in quelle stesse strutture che tu stesso hai creato e coltivato (...)

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#118 – Il valore del silenzio (e della scrittura)

Il silenzio è la dimensione più importante della nostra emotività. Senza silenzio, non c’è relazione. Senza relazione, non c’è emozione. Senza emozione, non c’è vita, né umanità Il silenzio è buono anche per la riflessione, naturalmente. Difficilmente si riesce a ragionare senza silenzio. Il silenzio ha una dimensione spaziale, non temporale. Crea uno spazio dove depositare sensazioni, intrecciare idee, offrire soluzioni. Comunicare è importante, certo. Comunicare sempre e comunque, pure. Ma non sempre va bene. RELATED > #116 – Scrivere (...)

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#Meet01 – Cicli Piazzalunga

Le grandi passioni nascono da cose semplici. Come una chiacchierata in un mattino di gennaio con Fausto e Luca Piazzalunga, una chiacchierata piena di impressioni e aneddoti utili per capire meglio il mondo del ciclismo. Il mondo del ciclismo quello vero, quello degli appassionati che, nonostante il lavoro, riescono a ritagliarsi qualche ora per uscire in bici, quel micromondo dal quale poi nascono passioni e professioni, quel micromondo che BICITV deve assolutamente incontrare e documentare. Da quella chiacchierata ne è (...)

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#117 – Essere capaci

Un treno è deragliato, ci sono stati morti. Qualcosa non ha funzionato. Certo, si può stare qui a polemizzare. Serve? Stamattina, lavorando, ho commesso un errore con un ufficio marketing. Di quelli che capisci che di strada da fare ne hai tanta. Ma proprio tanta. Il tema più importante è il tema dell’essere capaci. Quanto siamo davvero bravi ognuno nel nostro lavoro? Quanto ci impegniamo? Quanto cresciamo? Quanto studiamo? Quanto ci raffiniamo? Domattina farò un video dedicato a questo, al (...)

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#116 – Scrivere è per inguaribili romantici (perdenti)

In fondo scrivere è per inguaribili romantici. Per gente che oscilla tra la desolazione dei disfacimenti di tutto – di corpi, di luoghi, di sentimenti, e l’euforia della creazione di tutto – di corpi, di luoghi, di sentimenti. Scrivere è oscillare tra una cosa e l’altra, è sognare di perdersi del tutto, è sperare di non perdersi mai.  Nel mondo dell’acclamazione dell’efficienza, scrivere è per inguaribili romantici perdenti.

#115 – Contro la solitudine

Che poi quando si ci sente profondamente soli e tutto intorno non sembra somigliare per nulla a te, c’è solo una cosa da fare: cercare di diventare esattamente quel tipo di persona che vorremmo al nostro fianco per non sentirci soli.

#114 – Cose che bruciano

Certi sguardi, ad esempio. O alcune camminate. Certi cieli, al tramonto. Ma anche all’alba. Le parole che riecheggiano come un ricordo. Le parole colme di speranza. I desideri di pelle. Certi corpi. Certe cose che crepitano, al buio. Fiamme controllate che poi divampano. Cose che si distruggono, anche. Cose che si trasformano. Cose che poi profumano, bruciando. Cose che non vorresti dimenticare, ma dimentichi. Cose che vorresti dimenticare, ma ricordi sempre. Questa mattinata è stata una mattinata piena di cose (...)

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#113 – Il pubblico di BICITV cresce del 34,02% su base annua

Questo post è dedicato a chi ama le cose concrete. Se non ti piacciono i numeri, smetti di leggere. Sei ancora qui? Bene. Ho sempre mal tollerato “i venditori di fumo”. Stiamo preparando i nuovi strumenti commerciali per chi vuole fare business attraverso BICITV e non sto certo a scrivere “ai quattro venti” dati specifici che spiego solo a chi ha intenzione di investire in BICITV. Ma un dato macro per il “grande pubblico” lo vorrei evidenziare. Le visualizzazioni del (...)

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#112 -Il profilo Instagram “solociclismo”

Mi piace molto l’attivismo con il quale i ragazzi raccontano il ciclismo su Instagram. C’è la passione genuina, quella non ancora viziata da altre esigenze. Ecco perché mi piace. Non sono perfetti, non sono esattamente giornalisti, ma hanno cuore. Ecco perché su questo mio diario quotidiano farò volentieri un po’ di promozione delle varie pagine di chi mi contatta. LEGGI ANCHE: #109 Come migliorare le Instagram Stories di BICITV? L’ultimo in ordine di tempo, è il profilo Instagram “solociclismo”. Mi (...)

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#111 – Appuntamento con gli amici di Cicli Piazzalunga

*MEET* | learn | improve | love   Questo 2018 sarà all’insegna dell’incontro con le persone. Voglio incontrare quanta più gente possibile per fare tante interviste. A chiunque. Un detto cinese recita: “Ogni tre persone che incontri, una può essere il tuo maestro”. Penso sia proprio così. LEGGI ANCHE: Cosa penso del futuro del ciclismo (e di BICITV) All’improvviso mi sento affamato di conoscere nuove persone all’interno del mondo del ciclismo. “Meet, learn, improve, love”, ovvero incontrare per imparare, imparare (...)

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#110 – Un consiglio utile per chi incomincia a gestire i social di un team ciclistico

“Valerio, ma quale social è meglio usare per fare buona comunicazione?” mi chiedono. Questa è una buona domanda, ma non è la prima domanda da farsi. Ancor prima di chiedersi questo, in questi anni di BICITV ho capito che prima di comunicare all’esterno, occorre allenarsi a comunicare bene all’interno del gruppo. Questa è la vera palestra. I social (o qualsiasi altro strumento di comunicazione) sono come un vestito: si devono adattare al corpo di chi li indossa. Perché i social (...)

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#109 – Come migliorare le Instagram Stories di BICITV?

“Valerio, come puoi migliorare le Instagram Stories di BICITV?” Mi sono svegliato con questa domanda in testa e al momento non so rispondermi in maniera efficace.  Però… Però ho incominciato, perché dicono che “fatto è meglio che perfetto” (non sempre… ma facciamo finta che sia così). Dai un’occhiata al profilo Instagram di BICITV (questo è il link: https://www.instagram.com/bicitv.IT/). Come posso migliorare le Instagram Stories? Aspetto un tuo consiglio! Scrivimi su Facebook > Valerio Villa  

#108 – In ritiro con le elite Valcar – PBM

Trascorrere una settimana insieme alle ragazze elite della Valcar – PBM è un’esperienza per la quale non riesco a trovare parole appropriate. Oggi è l’ultimo giorno, domani si rientra a casa.  Ho riempito pagine di appunti, frasi, cose che mi hanno colpito, sensazioni. Quest’anno avrò il compito di raccontare la loro stagione e avere il privilegio a viverla da vicino è una cosa entusiasmante. Avete presente il film di Walter Mitty? Quello in cui il protagonista rimane talmente assorto nei (...)

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#107 – La sportività di Silvia Persico

meet | *LEARN* | improve | love Ieri ero alle Capannelle, Roma, per i Campionati Italiani di ciclocross. Era da tantissimo tempo che non assistevo ad una corsa di ciclismo da spettatore, ed è stato piacevole.  Bel clima, belle gare e bei vincitori. Stamattina mi sono svegliato ed ho dato un’occhiata ai social. Mi ha colpito un post di Silvia Persico, terza nella categoria donne under. Nel suo post, dopo aver ringraziato i suoi preparatori, ha fatto i complimenti alle (...)

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#106 – L’errore più comune di chi vuole promuoversi sui social

meet | *LEARN* | improve | love I social sono dialogo. Sono post e commenti. Sono tag e direct. Sono Stories e Like. L’errore più grande che ho fatto sui miei profili social è non curare le risposte ai commenti e il non interessarmi davvero a ciò che pubblica chi mi segue sui social. Davvero un erroraccio. Bisogna rimediare.

#105 – Le parole da conservare

Le parole di Ilaria Bonomi sono parole da conservare per chiunque ha a cuore il ciclismo femminile. Sono preziose perché insegnano come rapportarsi con le donne che praticano questo sport. Sono preziose perché insegnano alle donne come interpretare questo sport. E poi rafforza una mia convinzione. Che gli uomini e le donne più giovani di me sono delicatamente più sensibili e profondi a livello di emozioni. E rapportandosi con loro, occorre prima ascoltare. Per me è difficilissimo ascoltare, ma il primo passo (...)

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#104 – Sud

Ogni tre persone che incontri, una può essere un tuo maestro. Mi pare la dicesse Confucio questa cosa, ma in fondo “le citazioni non importa da dove le prendi, ma dove le porti” (questa è sicuramente di Carofiglio, ad esempio).  Ebbene, ieri sono arrivato a Formia e casualmente ho incontrato Mimmo Tranchese e si è parlato per una decina di minuti di ciclismo femminile al sud. Al di là di cosa uno pensi e non pensi, al di là delle (...)

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#103 – Orizzonti schiacciati

Guardare fuori dal finestrino. La cosa più classica da fare, quando sei in viaggio. Orizzonti. Le cose – strada, alberi, prati, case, monti, cielo – scorrono a velocità diversa. Le cose vicine, veloci. Le cose che desideri, lontane, non arrivano mai. Eppure sul finestrino sembra tutto qui, a portata di mano. Come i sogni, come le idee. Orizzonti schiacciati, Cose che ti lasci alla spalle, cose che arriveranno. Stamattina, tutto somiglia a quel che sento. Forse accade sempre. Forse me (...)

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#102 – Partenza

meet | learn | + IMPROVE + | love   L’uno gennaio è un giorno meraviglioso, perché si ricomincia da zero. Sembra che tutto sia possibile. Sembra che si possa ripartire con nuove regole. Come descritto nel #Post100 da oggi il mio nuovo motto sarà “Meet – Learn – Improve – Love”. Ovvero, voglio incontrare persone (meet) per imparare e far imparare (learn) per migliorarmi o migliorare qualcosa in ciò che faccio (improve) cosicché possa essere più profondo l’amore per (...)

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#101 – L’anno che verrà

Mi mancheranno le corse alla domenica, sicuro. Ma per andare avanti, bisogna evolversi.  Ho bisogno di fare molte interviste per capire in questo 2018. Tante, tante, tante interviste. Quasi tutti i problemi sono un problema di comunicazione (ne è testimonianza la recente vicenda della Bike Card). Per risolvere i problemi di comunicazione occorre innanzitutto capirsi. Per capirsi bisogna incontrarsi. Ecco il mio proposito per il prossimo 2018. Interviste per capire.

#100 – Cosa penso del futuro del ciclismo (e di BICITV)

Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, dice: “Bisogna essere testardi nella visione e flessibili nei dettagli”, ed è davvero così. E poi c’è un detto zen che dice: “Kyakka shoko”. Letteralmente vuol dire: “Prenditi cura dei tuoi piedi”. Come a dire, che il primo passo è il prendersi cura di sé stessi nelle attività ordinarie, come – appunto – il prendersi cura dei piedi. E pure la tradizione greca – il fondamento quindi della nostra cultura e società – si (...)

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#Song01 – Another Chance

Non c’è niente di più banale del testo di questa canzone.  Dice ripetutamente: “Se solo avessi avuto un’altra chance stanotte”. Già, se solo avessi avuto un’altra chance. PLAY > https://goo.gl/BS7dJ2 Il video che accompagna la canzone è poesia pop pura. Una di quelle cose che avrei voluto inventare io. Per me arte è qualcosa che non sembra all’arte, poesia qualcosa che non sembra poesia, scrittura qualcosa che non sembra scrittura, eppure tu sai che quella che stai guardando o leggendo è (...)

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#99 – Alle origini di BICITV

Nei momenti più difficili, penso agli inizi. Quando tutto esisteva solo nella tua testa. Quando ogni giorno alle 06.00 di mattina avevi di fronte i soliti pezzi in ghisa, un centro di lavoro Kitamura, quei 20 secondi tra un cambio pezzo e l’altro a bordo macchina, ti sfilavi i guanti antinfortunistici in fretta e furia e appuntavi su un bloc notes le idee che passavano nella mente in quelle ore infinite tutte uguali, tutte uguali, tutte uguali. Poi ci infilavi (...)

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#98 – A proposito di Fabiano Ghilardi

Ci sono persone nel ciclismo che si muovono silenziosamente e lavorano moltissimo migliorare la qualità del nostro sport. Con garbo, discrezione e professionalità. Che compiono molti più sacrifici di quanto da fuori ci si possa immaginare.  Sono persone dalle quali puoi imparare tante cose. Persone leali e corrette fino al midollo, da uno spessore umano che neanche ti immagini se non le conosci davvero. Oggi una di queste persone compie gli anni. Grazie Fabiano Ghilardi per tutto quello che fai per il (...)

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#97 – Calice d’Oro

C’è un premio qui in provincia di Bergamo che si chiama “Calice d’Oro”. Funziona così. C’è una giuria che si ritrova e stabilisce qual è il ciclista o la ciclista tesserato per una società bergamasca, il quale o la quale, oltre ad aver conseguito ottimi risultati, abbia saputo meglio di ogni altro, dimostrare particolari doti tecniche ed uno spiccato talento naturale, tali da giustificare l’appellativo di Promessa dell’Anno del Ciclismo Bergamasco. Gli atleti si scelgono tra gli / le junior (...)

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#96 – Il più grande risultato di BICITV

Non i numeri con le 4000 visite al giorno, non i video visti più di 1000 volte al giorno, non la gioia di unire tutti gli amanti del ciclismo italiano in una serata speciale come quella dei BICITV Awards. Il più grande risultato di BICITV è ricevere la stima e l’affetto di uomini e donne che hanno la metà dei miei anni. Dedicarsi ai più giovani è dedicarsi al futuro. Credo che ogni persona, atleta, genitore, squadra o azienda che (...)

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#94 – I ciclisti mondiali ai BICITV Awards

Stanotte non ho dormito. Continuavo ad immaginarmi i BICITV Awards di sabato con tutte quelle campionesse mondiali da premiare e quei ragazzi che sono andati a medaglia. Come valorizzarli?  Come elogiarli? Ma elogiandoli, faccio il loro bene o il loro male? E poi è corretto creare un parallelismo con il mondo fallimentare del calcio? E poi, ma davvero il mondo del ciclismo è tanto migliore? E poi, ma davvero l’unico metro di giudizio sugli operati delle nostre Federazioni devono essere (...)

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#93 – L’Italia è fuori

L’Italia è fuori. Fuori da quella porta, fuori da quella finestra, fuori dai confini delle persone che frequentiamo. Il problema è che quasi mai sono là fuori anche io.  Di solito mi rinchiudo a guardare le partite in TV, a lavorare a BICITV e a gingillarmi sui social. Inutile poi che mi lamenti di qualsiasi cosa (calcio compreso).

#92 – Febbre da BICITV Awards

Sì, forse mi piacerebbe che effettivamente gli amanti del ciclismo sentissero questa febbre e non vedessero l’ora che arrivi sabato 18 novembre, il giorno dei BICITV Awards. In realtà è che per me la febbre non sia stata metaforica questa settimana. Sempre sui 38, accidenti. Sto mettendo giù una scaletta fuori di testa, piena d’amore per il ciclismo. Una scaletta vuota da riempire con il cuore degli ospiti. Degli amici. Una scaletta fuori di testa. Una scaletta col mal di (...)

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#91 – Corda

Quanti modi ci sono per esprimere l’essenziale? Infiniti, probabilmente. Ma sempre c’è bisogno di un’anima tesa come una corda di violino. Un cuore teso dal dolore.  Non un cuore senza dolore che altrimenti la corda è molle e non vibra, non un dolore violento che la corda spezza e non sa suonare più niente. Le cose essenziali sono musica vibrata nell’aria da cuori che soffrono il giusto.

#90 – Reputazione digitale

Quello che pensa la gente di ciò che posti non è nei commenti, non è nei Like, non è nelle condivisioni. Quello che pensa la gente è nella mente di chi ti legge, non commenta, non mette Like. Il più delle volte i miei post sono ridicoli ed egocentrici. Il più delle volte si costruiscono ottime reputazioni digitali con il silenzio. Ma cedere al narcisismo è più forte di me.

#89 – Successo

Odio la parola “successo”. Mi fa pensare all’essere famosi come fine e non come conseguenza, mi fa pensare ai numeri grandi, mi fa pensare ad un concetto deformato di divismo, mi fa pensare ai soldi anch’essi pensati come fine e non come mezzo. Chissà perchè.  A me non piace utilizzare questa parola, anche se c’è un’accezione di significato che invece adoro. Ovvero, quando per successo s’intende il riuscire a realizzare qualcosa che riteniamo importante. Cosa è il successo per me? (...)

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#88 – Gli E – Sport diventano sport olimpici?

Se non avessi conosciuto meglio Manuel Malfer un anno fa, oggi sarei rimasto a bocca aperta. Sì, perchè la notizia che gli Electronic Sports (i videogiochi, per intenderci, ma guai a chiamarli così) sono stati riconosciuti dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale) come “attività sportiva” è epocale. Si parla addirittura che nel 2022 potrebbero essere assegnate le prime medaglie olimpiche di questa disciplina.  Subisco da sempre il fascino perverso dell’ibridazione tra reale e virtuale con quel timore che le peggiori paure si possano (...)

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