#13 – Le 2496 visualizzazioni dell’intervista telefonica ad Alessio Acco

Immaginati la scena. Entro in una libreria e sfoglio casualmente il libro Per dieci minuti di Chiara Gamberale. Si dice di dedicare 10 minuti al giorno ad una attività nuova. Ogni giorno. Io, così ossessionato da approcci kaizen, tiny habits e quant’altro ne rimango colpito. Mi piace come è detta la cosa. Ogni giorno, dieci minuti. C’è dentro la costanza, ma anche la leggerezza. Cambiare completamente sé stessi in un giorno sarebbe traumatico. Da allora, dedico 10 minuti a qualcosa (...)

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#12 – Divenire

Che tutte le cose del mondo a volte sono così pesanti. Pure quelle futili che importanti non sono. Allora viene da chiudere gli occhi. Meditare. Ascoltare la musica di Ludovico Einaudi. Immaginare il proprio corpo esplodere. Per poi dissolversi in una nuvola di polvere arancio. E volare via. Annidarsi tra le pelli degli animali e tra i cristalli dei ghiacciai. Librarsi a pelo d’acqua sulle onde marine. Risalire. Respirare. Disperdersi nel cielo azzurro. Che nulla si crea, nulla di distrugge. (...)

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#11 – Cosa ho imparato al Campionato Italiano Juniores

Nel post #10 avevo scritto: “Chissà quale lezione ci sarà da imparare da questa lunga giornata” riferendomi ai Campionati Italiani Juniores di ciclismo. Sono arrivate due lezioni. Una ha a che fare con l’amore del ciclismo dimostrato da Stefano Masi e Elena Forzoni con la loro diretta streaming sublime. C’è da prendere esempio. Elena ha quell’equilibrio tra competenza e leggerezza nella cronaca. Roba da stare a bocca aperta e innamorarsene. E Stefano ha il fuoco di chi vuole sempre migliorare (...)

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#10 – Road to Tuscany

Dopo Abano Terme e Solbiate Arno, si va a San Salvatore, Toscana. Ci sono i Campionati Italiani juniores. Chissà che gara sarà. Chissà quale lezione ci sarà imparare da questa lunga giornata di lavoro. Se ci siete, scrivetemi nei commenti!

#9 – Revolutionary Road

No, non mi sto riferendo né al romanzo, né al suo adattamento cinematografico interpretato dai superbi Di Caprio e Winslet, quanto piuttosto allo stato d’animo recente del team di BICITV. Abbiamo voglia di cambiare. Di rivoluzionare, direi. Che nel 2018 ci saranno cose nuove, come sempre. O cose vecchie, fatte in una nuova maniera. E colori diversi, anche. Che abbiamo tanta voglia di cambiare, un’altra volta. Per essere uguali a noi stessi.

#8 – I Campionati Italiani? La mia ricarica

Funziono come una batteria del cellulare. A giugno sono esaurito, la percentuale è davvero bassissima. Il lavoro di gestione di BICITV – tra tasse, fatture e quant’altro – leva tutta quella poesia che, violenta e dolce, esplode invece tra giugno e luglio. Sono i campionati italiani di ciclismo. Lì, mi ricarico. C’è il senso profondo di BICITV. Unire tutti gli appassionati di ciclismo in Italia. Domenica si comincia, c’è il campionato junior a Lucca. Poi quello assoluto in Piemonte: quasi (...)

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#7 – Provaci ancora (Try Again)

I progressi non sono mai lineari. Procedono a balzi. Dopo un X di tempo in cui ripeti ossessivamente qualcosa, all’improvviso quella cosa ti riesce. Certo, devi insistere cercando migliorie nel tuo gesto o nel tuo pensiero. Ma all’improvviso, c’è un balzo avanti. Ecco perché bisogna provarci sempre, anche quando le cose non si spostano di un millimetro. Ecco perché i massi vanno presi a picconate ripetutamente anche se li scalfisci appena. Perché a un certo punto vanno in mille pezzi. (...)

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#6 – Perché la cultura

Mi danno fastidio gli sbandieratori dell’importanza della cultura. E quindi oggi do fastidio a me stesso. Non capita anche a voi di non sopportare l’immagine riflessa nello specchio? Ecco, appunto. Credo che cultura ha a che fare con conoscenza. Conoscenza ha a che a fare con comprensione. Comprensione ha a che fare con amore. Cioè, quando una cosa la capisci, potrebbe essere che la ami o, quantomeno, la rispetti. Ecco perché la cultura. Per una sana convivenza. Per capirsi. Per (...)

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#5 – Firestone (la mentalità del perdente)

Pensare che esista un momento in cui all’improvviso la vita svolti, è una mentalità da perdenti, si sa. Qualsiasi risultato si ottiene con un lavoro costante e quotidiano, si sa. Ma a volte mi piace essere un perdente e credere alla fortuna. Mi piace pensare che, in un colpo solo, le cose si mettano in fila, una dopo l’altra, in maniera irrazionale. Succede. Ascoltavo “Firestone” di Kygo, una mattina di due anni fa. Stavo guidando verso Carpaneto. Erano le sei (...)

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#4 – Fuga

Adoro le gare che si decidono con una fuga. Le fughe hanno a che fare con l’imprevedibilità, con la rottura di un copione scritto, con la sorpresa. Dopotutto, la vita è questo. Qualcosa di imprevedibile, con la rottura di un copione scritto, qualcosa che ha a che fare con la sorpresa. Io non ricordo niente di quel che ero prima di nascere. Ho memoria da quando esisto e probabilmente, quando morirò, non avrò memoria di questa cosa imprevedibile, con la (...)

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#3 – Tovaglioli neri

Non c’è colore che amo quanto il nero, perché, insieme al nero, tutti i colori stanno bene. Il nero è gentile: fa da sfondo agli altri, e forse in questo è un colore che mi assomiglia. Adoro fare da sfondo. Eppure stamattina mi sto chiedendo perché non sopporto i tovaglioli di carta neri. Non lo so. I tovaglioli devono essere bianchi nella mia testa. Tutte le cose a tavola, più o meno, devono essere bianche. Chissà perché la penso così. (...)

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#2 – Una donna colta

Donne intelligenti ce ne sono parecchie. Donne istruite molte di più di quelle intelligenti. Ecco, vado pazzo per le donne colte. Che sono sia istruite, sia intelligenti. Che riescano a zittirmi con la forza delle loro argomentazioni. Oppure, niente di tutto ció. Nè colta, nè istruita. Ma che riesca a zittirmi con la forza del proprio cuore. Ma non verso di me, ma verso il mondo. Di una forza che nemmeno se ne accorge, magari. Che quando passa, le cose (...)

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#1 – Fallimenti

Negli ultimi tempi sto prendendo decisioni sbagliate. Parecchie. Una serie di decisioni che generano fallimenti. Fallire. Non so come mai, ma ho sempre trovato più belle le parole degli sconfitti.